22 luglio 2010 alle 13:38aggiornato il 22 luglio 2010 alle 13:38
"La Sardegna è la regione italiana dove è più difficile fare impresa"
Lo dicono i dati dell'Indice Confartigianato 2010, annuale analisi degli artigiani sulle condizioni ideali per far nascere o mandare avanti un'attività: l'isola è ultima, al ventesimo posto, dietro Calabria, Campania e Sicilia.Le cause? "Se siamo ai primi posti per la bassa pressione fiscale e per la legalità - ha spiegato stamani in una conferenza stampa il presidente regionale di Confartigianato, Luca Murgianu - la situazione è pessima per quanto riguarda l'accesso al credito, le infrastrutture, il sommerso, il mercato del lavoro, la burocrazia e i servizi pubblici". Nel mirino soprattutto le lungaggini burocratiche: "Il 45 per cento degli utenti - ha detto Murgianu - passa più di venti minuti in coda negli uffici contro l'8 per cento dei trentini. E se si considera che spesso le nostre aziende sono a conduzione familiare si scopre che chi fa la file è il titolare". Oristano la provincia più virtuosa della Sardegna (gli indicatori fanno riferimento ai vecchi enti intermedi) e si colloca al 68/o posto in Italia. Seguono Sassari (71/a), Cagliari (76/a) e Nuoro (77/a). "Ci sono le condizioni - ha detto ancora Murgianu - potenziali per risalire: la Sardegna rispetto al Mezzogiorno, ha il Pil pro capite più alto rispetto alle altre regioni. Inoltre possiamo contare sulla assenza di criminalità organizzata". Luci e ombre nel confronto con la Regione "Abbiamo avuto disponibilità- ha concluso - da parte degli Assessorati al Lavoro e al Bilancio. Stiamo ancora aspettando di essere convocati dall'Assessorato all'Artigianato".
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