Si riaccende il dibattito sull'abolizione delle Province in Sardegna. L'ipotesi, annunciata dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, verrà presentata agli alleati del centrodestra sin dalla settimana prossima. Nel frattempo, anche il Consiglio regionale si attrezza per ridurre i costi della politica. Dal prossimo 1 settembre, per non vedersi ridurre il gettone di presenza, circa 150 euro netti, i consiglieri dovranno partecipare almeno al 30% del totale delle votazioni effettuate nel corso della seduta. Una mossa decisa dall'ufficio di Presidenza per combattere l'assenteismo, a volte imbarazzante, tra i banchi di maggioranza e opposizione.

L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. Ma è la proposta di Cappellacci a tenere banco. Si punta a una ulteriore sforbiciata alle spese pubbliche, quando la Giunta ha appena varato una manovra correttiva da 380 milioni di euro e deciso l'abolizione di 4 Agenzie istituite nella precedente legislatura di Renato Soru. La crisi non consente molti margini di azione: ecco allora affacciarsi l'abolizione delle nuove Province: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Gallura. Raddoppiate, tra molte polemiche e passaggi alla Corte Costituzionale, da quattro a otto il 9 luglio del 2001 con la legge regionale n.9, le amministrazioni provinciali sono diventate operative con le elezioni amministrative dell'8 e 9 maggio 2005. Tuttavia, non sembrano trovare il gradimento neppure tra i cittadini che hanno disertato l'ultima tornata elettorale per il primo rinnovo degli otto enti: astensionismo del 43,3% al primo turno e circa del 70% al ballottaggio.

CONTRARI. La soppressione delle Province non è vista di buon occhio dal neo presidente di Olbia Tempio, Fedele Sanciu (Pdl), che si dice "esterrefatto da questa proposta a caldo, senza un dibattito interno al partito di riferimento e alla coalizione. Anche io - aggiunge - ho una proposta di legge nel cassetto: quella di abolire la Regione Sardegna e tutte le province per creare due sole Province autonome del Nord e Sud Sardegna". "L'idea di Cappellacci è un errore - fa eco il presidente del Medio Campidano, Fulvio Tocco (Pd) - Si ricorda che esistono le Province solo adesso che è in difficoltà e lo fa per nascondere la sua debolezza e quella della sua Giunta".

FAVOREVOLI. L'ipotesi di abolizione piace, invece, ai Riformatori ed è lo stesso vicepresidente del Consiglio regionale, Michele Cossa, a valutarla positivamente. "E' tempo di scelte coraggiose", dice, e rilancia: "si pensi anche a ridurre a 60 il numero dei consiglieri regionali". Timido ma pronto al confronto il centrosinistra. Il vice capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, non pone pregiudiziali.
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