La febbre del Nilo fa una nuova vittimaAnziano di Marrubiu muore dopo il coma
Salgono a tre i casi di morte per la cosiddetta Febbre del Nilo. E' deceduto infatti durante la notte nell'ospedale Santa Barbara di Iglesias, Salvatore Schirru, il pensionato oristanese di 76 anni ricoverato da alcune settimane.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'uomo, ha reso noto la Direzione sanitaria, era giunto al nosocomio di Iglesias già in coma per una meningo encefalite e non si era mai ripreso.
Con la morte di Schirru, sale a tre il bilancio ufficiale delle vittime umane in Sardegna per la West Nile Disease, la Febbre del Nilo occidentale. Un bilancio tragico, e forse ancora provvisorio, che nessuno aveva messo in conto dopo le rassicurazioni fornite dalla Azienda sanitaria locale di Oristano che ancora una ventina di giorni fa invitava ad evitare allarmismi ingiustificati, spiegando che l'incidenza della mortalità per Febbre del Nilo nell'uomo era quasi insignificante. E invece i morti ora sono tre e per di più tutti concentrati in un area ristretta in provincia di Oristano.
I CASI - Il primo caso, riconosciuto soltanto a qualche settimana dalla morte, riguarda un pensionato di Milis. Il secondo un muratore di San Vero Milis, Michele Maggino, 34 anni, morto in ospedale a Cagliari dopo un ricovero di pochi giorni, e il terzo il pensionato di Marrubiu arrivato qualche settimana fa all'ospedale di Iglesias già in coma per una meningoencefalite dalla quale non si è più ripreso. Ancora da confermare invece i sospetti su un quarto caso, che riguarda la morte a Pompei, in Campania, di un pensionato originario dell'oristanese che si era ammalato dopo una breve vacanza trascorsa da alcuni parenti nella marina di San Vero Milis.
L'ALLARME - I primi segnali sulla comparsa della febbre del Nilo in Sardegna risalgono al mese di settembre e riguardavano appunto la presenza del virus in alcuni allevamenti e scuderie dell'oristanese. L'ultimo bilancio ufficiale, diffuso qualche giorno fa dall'Asl, parlava di sette cavalli morti e 33 casi accertati di infezione con 22 distinti focolai. Nel frattempo sono scattate le campagne di disinfestazione concordate tra Regione, Province e Aziende sanitarie locali per eliminare le zanzare comuni, cioè l'unico vettore della diffusione del virus della Febbre del Nilo tra gli animali e tra gli uomini.