«Alla Regione chiediamo prima di tutto che l’ordinanza che vieta il lavoro all’aperto negli orari di caldo estremo scaduta il 31 agosto sia prorogata con la massima urgenza, come tra l’altro è stato già fatto in altre regioni».

Il primo pensiero della segretaria generale della Cgil Sardegna Simona Fanzecco, intervenendo stamattina a Buggerru alla commemorazione dell’eccidio, va a tutti «i lavoratori che operano in condizioni difficili e rischiose, nei cantieri, nei capannoni industriali, nei campi e in tutti i luoghi di lavoro dove le temperature raggiungono livelli insopportabili».

Non si tratta infatti solo di normare le situazioni estreme ma di iniziare a ragionare su una disciplina estesa che salvaguardi tutte le tipologie di lavoro, in ogni settore. «Occorre creare strumenti di tutele permanenti - ha detto - per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici di operare in sicurezza e dignità, nelle situazioni di caldo estremo così come in tutte le complicate condizioni che il cambiamento climatico sta determinando».

Due anni fa, «proprio in questa occasione, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con la presidenza della Regione il Patto di Buggerru, un protocollo volto al potenziamento di tutte le azioni a tutela della salute e sicurezza nel lavoro», ha ricordato Simona Fanzecco sottolineando che «siamo ben lontani dalla sua operatività, anche perché le risorse destinate sono state assegnate in ritardo».

L’auspicio, e l’appello che il sindacato rivolge alla Regione nella giornata di Buggerru, è che quel protocollo sia realmente applicato in ogni sua parte.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata