28 febbraio 2012 alle 13:42aggiornato il 28 febbraio 2012 alle 13:42
L'agonia del settore edile nell'IsolaIn 4 anni persi 15 mila posti di lavoro
Persi 15.570 posti di lavoro e chiuse 2.078 imprese di costruzioni dal 2007 al 2011. Sono i numeri della crisi nel settore dell'edilizia in Sardegna diffusi dall'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) che ha anche sottolineato le difficoltà di accesso al credito per il 40% delle aziende, un aumento del 40% dei ritardi nei pagamenti calcolati in media in otto mesi e con punte che sfiorano i due anni, ed un calo del 36% degli investimenti in infrastrutture.La pubblica amministrazione è nel mirino dei costruttori: "Si registra una incapacità di spendere da parte degli enti - ha detto Maurizio De Pascale, presidente di Ance nel corso di una conferenza stampa nella nuova sede di via Fleming a Cagliari - e questo, con le regole del patto di stabilità, diventa pericoloso: meno si spende oggi, meno si spenderà domani". La mappa di quello che i costruttori chiamano "default" è chiara: Nuoro segna il decremento maggiore nel numero di addetti (-69%), seguono Oristano e Sassari (-65%), mentre a Cagliari la variazione è più bassa e si ferma al -30%. Le chiusure seguono lo stesso schema: il primato negativo va a Nuoro (-52%), poi Sassari (-48%), Oristano (-44%) e Cagliari (-15%). Il problema? Soldi che non arrivano nelle casse degli imprenditori: "Ormai non stiamo parlando solo di ritardi - ha continuato De Pascale - ma di mancati pagamenti. Il ministro delle infrastrutture Passera ha dichiarato di voler recepire in tempi rapidi la direttiva europea che prevede l'obblighi di saldare entro 30 giorni, eccezionalmente 60". Crollo anche dei lavoratori e delle imprese iscritti alle Casse edili. Il grafico parla chiaro: le aziende sono passate dalle quasi cinquemila del 2007 alle tremila del 2011, mentre i lavoratori sono crollati dagli oltre 25 mila del 2007 agli oltre 10 mila del 2011.
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