«La prima buona notizia è che posso, anche se a fatica, mangiare da sola. La seconda è che in questi ultimi mesi ho scoperto di avere una marea di amici, tante persone che sono riuscite a darmi una forza immensa e a farmi recuperare quella fiducia negli altri che, nell'ultimo anno, aveva vacillato».

DONNA SPECIALE Valentina Pitzalis non ha mai festeggiato la Giornata della donna, ma quando le è stata proposta un'intervista come simbolo delle donne che lottano, che non si arrendono anche quando la vita rende tutto dannatamente complicato, si è emozionata: «È vero sono una donna che sta lottando per ricominciare - ha detto - ma non ci potrei mai riuscire senza l'aiuto della mia famiglia e delle migliaia di persone che, pur senza conoscermi, hanno preso a cuore la mia storia e si sono impegnate per aiutarmi. I momenti di crisi ci sono purtroppo, ma sento ogni giorno la forza di chi mi sostiene».

LA STORIA Valentina è sopravvissuta a una vicenda terribile che alcuni mesi fa aveva deciso di raccontare tramite le pagine de L'Unione sarda allo scopo di lanciare una richiesta d'aiuto. Era scampata a un terribile incendio appiccato dal suo ex marito, un rogo nel quale il giovane era rimasto ucciso, una storia drammatica purtroppo molto simile a quelle raccontate dalle cronache delle ultime settimane, storie in cui altre donne sono rimaste vittime di violenza: «Storie che non possono che farmi effetto anche se oggi non voglio parlare più di ciò che è stato - spiega - non voglio guardare al passato, non voglio aggiungere altra sofferenza a me e alle persone coinvolte in questa storia. Devo e voglio guardare avanti».

STRADA DIFFICILE È lunga la strada che Valentina deve percorrere ma qualche risultato lo ha già raggiunto: «Ho vissuto per dieci mesi senza poter usare la mano che i medici erano riusciti a salvare (l'altra purtroppo l'ha persa e servirà un arto artificiale ndr ). C'erano pochissime possibilità di recuperarne la funzionalità ma l'intervento è riuscito e questa è una vittoria mia e di tutte le persone che mi sostengono: senza i soldi donati da tanta gente, la mia famiglia non avrebbe potuto sostenere le spese del viaggio e del soggiorno a Milano». Certo, il percorso è ancora in salita: la fisioterapia di cui avrebbe bisogno è molto costosa e i soldi messi da parte grazie alla sottoscrizione stanno già finendo. In attesa di sapere quale sarà il contributo del Sistema sanitario nazionale Valentina non perde l'ottimismo e spera che tanti vogliano ancora prendere a cuore il suo caso: «Se esiste il modo per riavere il mio viso, il mio corpo e la mia vita non voglio pensare che vi siano ostacoli. Voglio continuare a essere ottimista, voglio sperare che dopo tanto dolore ci sia una reale via per ricominciare». Ogni giorno questa piccola grande donna indossa una maschera di silicone che deve tenere nel viso una decina di ore: «Fa parte della terapia per la ricostruzione dei tessuti danneggiati dal fuoco - spiega - è dolorosa e fastidiosa, ma vedo già i primi risultati e questo mi basta per andare avanti». I brutti pensieri a volte arrivano, è inevitabile, anche perché c'è chi, a volte, ricorda il passato con frasi e accuse assurde, nascosto nell'anonimato dei social network, noncurante del dolore che può provocare. Per fortuna per sconfiggere questi pensieri basta chiudere il pc e pensare che sono tante le persone grazie alle quali Valentina non sarà mai sola.

L'AIUTO - Gli ultimi fondi sono arrivati dalle socie del Rotary club di Carbonia: per aiutare Valentina Pitzalis hanno organizzato una pizzata durante la quale hanno raccolto duemila euro. Da quando questa giovane donna ha chiesto aiuto l'intera città si è mobilitata, affiancata dalla rete di Facebook. Ora che l'intervento alla mano è riuscito la giovane dovrà tornare a Milano per sottoporsi a una fisioterapia per alcuni mesi: la famiglia confida nella partecipazione della Regione alle spese visto che si preannunciano costi molto alti da sostenere. Poi bisognerà pensare al viso e all'arto artificiale: la scienza in questo campo ha fatto passi da gigante e Valentina spera che accedere a quei progressi non resti un sogno per mancanza di fondi. La sottoscrizione è sempre aperta: chi vuole contribuire può fare una donazione sul conto corrente del Banco di Sardegna intestato a Valentina Pitzalis-Matilde Basciu, Iban: IT70B010 1543850000070291480 oppure sulla PostePay intestata a Valentina, numero 4023 6004 5697 6978, scad. 07-14, codice fiscale PTZ VNT 83M 53B 354X
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