"Is animas", le tradizioni sarde più forti di Halloween
Su mortu mortu, sas animas, sa candelaria: in Sardegna il culto dei defunti ha molti nomi e codici linguistici e gestuali in cui i bambini sono attori protagonistiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una porta alla quale bussare, un dono da condividere, una luce nel buio. Una tradizione che viene rinnovata. In Sardegna il ricordo dei defunti passa anche attraverso antiche consuetudini nelle quali i bambini sono attori protagonisti.
Fra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, le comunità rinnovano un rapporto con chi non c'è più che unisce preghiera, cibo e memoria. La questua dei piccoli richiama le anime del Purgatorio e il dovere dei vivi di ricordarle attraverso un'offerta.
Dal Campidano alla Barbagia cambiano i nomi, le formule e gli alimenti offerti: resta il gesto che oltrepassa il presente. Prima che una porta si apra, c'è la voce di un bambino. Poi arrivano il pane, i dolci, le monete: un'offerta che rinnova il legame tra una famiglia e il paese, tra chi vive nelle case e le persone care ricordate con nostalgia e affetto. Su mortu mortu, sas animas, sa candelaria: in Sardegna il culto dei defunti ha molti nomi e codici linguistici e gestuali più forti di Halloween.
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