Impennata del jet fuel, dalla Regione 10 milioni per le compagnie: i soldi ci sono, i criteri per distribuirli non ancora
Soldi messi a disposizione per compensare le maggiori spese sostenute dal primo marzo a oggi dai vettori in continuità. Ma gli uffici dell’assessorato devono ancora trovare il modo di erogarliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prima la quantificazione, nel dettaglio, dei maggiori costi sostenuti dalle compagnie aeree, che dovranno chiedere l’avvio dell’istruttoria. Poi l’erogazione dei soldi, sulla base di criteri e con modalità che devono ancora essere stabilite.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessora ai Trasporti Barbara Manca, ha deliberato l’attuazione del Fondo regionale “Adeguamento costi da jet fuel negli OSP”, dotato di 10 milioni di euro per il 2026: soldi messi a disposizione con la manovra approvata dal Consiglio regionale. Il fondo serve a fronteggiare l’eccezionale aumento del costo del carburante aereo sui collegamenti di continuità territoriale da e per la Sardegna.
La direzione generale dei Trasporti, viene spiegato, avvierà un’istruttoria tecnica per quantificare i maggiori costi sostenuti dai vettori nel periodo 1° marzo – 30 settembre 2026. Il calcolo terrà conto dei prezzi del jet fuel utilizzati come riferimento nei regimi di continuità territoriale e degli scostamenti effettivamente registrati. Saranno considerati sia i collegamenti con compensazione finanziaria sia quelli senza compensazione, secondo i regimi previsti dai decreti ministeriali del 2021 e del 2025.
Gli uffici individueranno gli strumenti giuridici per eventuali contributi, indennizzi, ristori o altre forme di sostegno, nel rispetto delle norme nazionali, europee e sugli aiuti di Stato.
«Non si tratta di un rimborso automatico o indistinto del maggior costo del carburante», spiega Manca, «dobbiamo verificare, rotta per rotta, quanto l’aumento del jet fuel abbia inciso sull’equilibrio economico previsto dai contratti e individuare, dove ne ricorrano i presupposti, la misura necessaria per riequilibrarlo. È un lavoro tecnico che deve essere svolto con rigore, perché parliamo di risorse pubbliche e perché ogni intervento deve essere pienamente compatibile con le norme nazionali ed europee».
(Unioneonline/E.Fr.)
