"Le condizioni di Rossella Urru sono buone". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine del suo incontro con i genitori di Rossella Urru, la cooperante di Samugheo (Oristano) rapita assieme con due colleghi spagnoli la notte tra il 22 e il 23 ottobre dello scorso anno in Algeria. Il colloquio privato, al quale ha assistito anche il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, è durato 45 minuti durante i quali Napolitano avrebbe rassicurato i genitori di Rossella, Graziano e Marisa e il fratello Mauro, sulle condizioni della congiunta. Al termine dell'incontro i coniugi Urru, come sempre hanno fatto dall'inizio del sequestro, non hanno rilasciato nessuna dichiarazione, limitandosi a ringraziare la delegazione di Samugheo che ha seguito tutte le tappe della giornata cagliaritana del presidente della Repubblica, esponendo striscioni con la scritta "Rossella libera" e mostrando manifesti con la sua foto.

Via Twitter, invece, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, ha garantito che "l'Unità di Crisi è in contatto con familiari e impegnata fin da inizio per la liberazione di Rossella Urru". Il ministro Terzi ha anche precisato che "il riserbo è d'obbligo per la soluzione positiva" della vicenda.

Rossella Urru da due anni coordinava un progetto finanziato dalla Comunità Europea nel campo profughi Saharawi di Rabouni, nel territorio di Tindouf (Algeria), tra popolazioni fuggite da guerra e miseria, dove si occupava dei rifornimenti alimentari e della loro distribuzione, con particolare attenzione alle necessità di donne e bambini. In totale assenza di notizie, dopo quelle di fonte spagnola arrivate un mese fa che mostravano una foto di tre persone tenute prigioniere da uomini armati, è cresciuta la preoccupazione e si sono intensificati gli appelli per la liberazione di Rossella, ultimo dal palco di Sanremo, quello di Geppi Cucciari.
© Riproduzione riservata