Il prezzo del Brent (riferimento per il petrolio in Europa) azzera i guadagni accumulati nel conflitto tra Stati Uniti e Iran e prende così atto della graduale riapertura dello Stretto di Hormuz. Con i segnali positivi in arrivo dai colloqui per la pace, seppur con molti punti ancora in discussione, il prezzo del barile ha iniziato a scendere in maniera decisa e il Brent è arrivato ieri a un minimo di 72,24 dollari al barile, al di sotto della chiusura di 72,48 dollari del 27 febbraio scorso, il giorno prima dell'attacco americano all'Iran.

Il Brent scambia oggi a 72,50 dollari (-1,75%) per il contratto consegna giugno e 72,8 per quello consegna luglio, mentre lo spot è a 72,60. Il Wti è sceso fino a 69 dollari al barile (il livello pre-guerra è di 67,02), scambia ora poco sopra i 69 dollari (69,34 il contratto giugno, in calo dell'1,4%, 69,52 lo spot in flessione dello 0,37%).

La flessione sortisce effetti anche sul prezzo finale alla pompa, ma il calo per il consumatore è più rallentato: secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a questa mattina, il gasolio in Sardegna costa in media 1,926 euro al litro, la benzina si paga 1,831 al litro. 

 

 

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