I sindaci aprono ai profughima dicono no alle tendopoli
L'Anci e i Comuni sardi sono disposti a collaborare col Governo nazionale per far fronte alla emergenza umanitaria legata all'arrivo di migliaia di migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa, ma chiedono chiarezza e corrette informazioni e dicono no alle tendopoli e alla indicazione di siti non adatti.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Questo in sintesi l'Ordine del giorno approvato a conclusione dell'Assemblea dei sindaci sardi dell'Anci riunita a Oristano. L'Ordine del giorno è stato approvato per alzata di mano dai presenti, circa 50, con un solo voto contrario, ed è articolato su sei punti. Innanzitutto i sindaci chiedono chiarezza e univocità di scelte da parte della cabina di regia nazionale sul numero dei profughi destinati alla Sardegna e una preliminare verifica sulle possibilità di rimpatrio e di soluzioni alternative alle tendopoli.
Ogni scelta del Governo dovrà, inoltre, essere concordata con la Regione e con le autonomie locali, in particolare per quanto riguarda la individuazione dei siti e le problematiche per la sicurezza delle comunità locali con l'auspicio che si parli comunque di sistemazioni temporanee in attesa di rimpatrii o di altre soluzioni.
I siti, individuati di concerto con i Comuni interessati, dovranno garantire tutti gli standard di sicurezza, nella garanzia del rispetto delle leggi e delle norme vigenti, dei diritti individuali, in materia di igiene e sanità. I sindaci chiedono, infine, un coordinamento per la gestione di problemi particolari come quelli legati all'accoglienza delle donne e dei minori non accompagnati e la garanzia che nessun costo gravi sui bilanci comunali.
Dalla versione finale dell'ordine del giorno, per evitare forzature giornalistiche, è stata cancellata (prima del voto) l'affermazione che in assenza delle risposte auspicate l'Anci e i Comuni avrebbero "respinto con forza ogni ipotesi di accoglienza generalizzata".