HERAT Il messaggio di benvenuto in Afghanistan, i talebani l'avevano lasciato sotto la sabbia. Molto ben nascosto. Gli artificieri della Brigata Sassari se l'aspettavano un'accoglienza col botto, anzi già da alcune ore erano alla caccia di quell'ordigno che era stato sotterrato sul ciglio di una strada, nella periferia del Gulistan. I controlli stavolta non sono serviti: quando un blindato del Reggimento Guastatori di Macomer ha attraversato quella mulattiera c'è stata una grande esplosione.

L'ATTENTATO Il Cougar in dotazione ai militari del Genio (un mezzo corazzato costruito proprio per reggere all'impatto delle bombe) si è ribaltato. Anzi, è stato disintegrato. A bordo c'erano quattro ragazzi sardi. Uno, il caporalmaggiore Cesare Manca di Cagliari, si è procurato alcune fratture alle gambe ed è stato già rimpatriato. Gli altri suoi tre colleghi, per fortuna, hanno riportato soltanto qualche ferita: sono stati curati nell'ospedale della base militare italiana di Herat e hanno già ricominciato il lavoro quotidiano.

AGGUATO A SORPRESA Trovano un Afghanistan in fermento i militari sardi che in questi giorni stanno sostituendo i paracadutisti della Folgore. Avranno il compito di governare un'area più vasta del Nord Italia e far fronte a una situazione che ultimamente sembra essersi fatta molto più complessa. I primi contingenti della Brigata Sassari sono arrivati a Herat all'inizio di settembre e proprio due settimane fa c'è stato il primo attentato. Il Cougar del V Reggimento di Macomer si stava spostando da una zona all'altra della caotica provincia del Gulistan. Per i genieri si trattava di una missione come tutte le altre: la caccia agli ordigni disseminati in ogni angolo. L'obiettivo, insomma, era quello di bonificare la strada in attesa del passaggio di un convoglio militare.

L'INCIDENTE I genieri, che svolgono le stesse operazioni degli artificieri, si aspettavano che da quelle parti ci fosse una trappola. La cercavano con metaldetector e altri strumenti sofisticatissimi creati appositamente per disinnescare gli ordigni piazzati dai talebani. Quel giorno però non sono riusciti a individuare la bomba e poco dopo c'è stato l'inferno.

L'OPERAZIONE A bordo del mezzo corazzato disintegrato dall'esplosione c'erano i fanti della Brigata Sassari ma anche alcuni militari del Reggimento Genio della Folgore. Era in corso un'operazione congiunta, una prassi consolidata quando i reparti si avvicendano nel coordinamento delle missioni all'estero.

I FERITI I quattro sassarini devono la vita al blindato corazzato che il Genio guastatori utilizza per i compiti a rischio come la bonifica di aree a rischio o la ricerca di ordigni. L'esplosione potentissima ha trasformato il Cougar in un rottame inutilizzabile: la jeep corazzata si è rovesciata e i militari che erano a bordo hanno rischiato grosso. Per fortuna se la sono cavata con ferite non tanto gravi. Il caporalmaggiore Cesare Manca ha qualche problema a una gamba: l'impatto gli ha provocato alcune fratture e dopo le cure nell'ospedale della base di Herat, il comando militare ha deciso di farlo rientrare in Sardegna per precauzione. Gli altri tre colleghi, invece, se la sono cavata con qualche escoriazione. A Herat comunque la tensione è altissima.
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