Alla Marina di Portisco di Olbia nuovo sopralluogo degli investigatori che indagano sulla morte di Giovanni Marchionni, il giovane skipper campano trovato senza vita nell’agosto 2025 a bordo di uno yacht.

All’ispezione hanno partecipato, assieme ai consulenti della pm Ocone che dirige l’inchiesta, anche il procuratore Gregorio Capasso e gli agenti della Polizia del Commissariato di Olbia e gli agenti della Scientifica.

Attenzione dei tecnici soprattutto su un vano batterie da dove – questa è l’ipotesi – potrebbero essersi sprigionati miasmi di acido solfidrico, asfissiante e letale, che avrebbero raggiunto Marchionni mentre dormiva, in un ambiente angusto e senza oblò dell'imbarcazione. Le batterie in questione sono state rimosse e saranno sottoposte ad analisi. 

La Procura ipotizza il reato di omicidio colposo, ma starebbe anche valutando contestazioni per quanto riguarda il mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. 

«Giovanni non era in vacanza stava lavorando per la proprietà dello yacht», ha ribadito l’avvocato della famiglia Marchionni, Gabriele Satta, anch’egli presente al sopralluogo. 

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