Migliore partenza non si poteva probabilmente immaginare per l’avvio del percorso ufficiale verso l’ottenimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) da parte del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e degli operatori che vi lavorano. Il salone consiliare era gremito fino al limite della capienza, da operatori di La Maddalena, Palau, Arzachena, Santa Teresa, segno di un interesse concreto e diffuso per un progetto destinato - se portato felicemente a termine - a incidere profondamente sul futuro del territorio e delle persone che lo abitano.

La forza della CETS - è stao detto - risiede nel coinvolgimento diretto di tutti gli stakeholder – istituzioni, operatori e associazioni – con l’obiettivo di garantire che l’offerta turistica sia realmente compatibile con la tutela della biodiversità, nell’ambito di una strategia condivisa. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le finalità di un’operazione «che punta a trasformare l’area protetta in una destinazione d’eccellenza, dove il turismo rispetti l’ambiente, la società e l’economia locale». Un cambio di passo necessario in un’area di straordinaria bellezza ma anche di grande fragilità. Sono 165 gli operatori iscritti al percorso, in netta prevalenza legati alla fruizione del patrimonio marino. Seguono le strutture dell’ospitalità – hotel, bed & breakfast e ristoranti – quindi i servizi ambientali come guide, associazioni locali e ambientaliste. Presenti anche due enti pubblici, i Comuni di La Maddalena e Arzachena, la cui adesione assicura l’integrazione tra le politiche di conservazione del Parco e le esigenze socio-economiche del territorio.

«Si tratta di un metodo di lavoro con una valenza strepitosa – ha affermato la presidente Rosanna Giudice – per raggiungere obiettivi ambiziosi ma necessari». Sulla stessa linea il direttore Giulio Plastina, che ha ricordato come il Parco, esteso su 47.640 ettari, comprenda «tante aree sensibili, tante fragilità per cui non si può continuare a lavorare come è stato fatto fino ad ora con assalti al territorio che oltretutto arrivano da tutto il resto del mondo». Nel dettaglio, 102 iscritti provengono da La Maddalena, 25 da Palau, 23 da Arzachena, 7 da Olbia e 2 da Santa Teresa – Porto Pozzo. Al termine del percorso riceveranno la certificazione CETS. L’incontro si è aperto con i saluti del sindaco di La Maddalena, Fabio Lai, e dell’assessore al Turismo, Gianvincenzo Belli. A introdurre i lavori sono stati la presidente Giudice e il direttore Plastina, che ha moderato il dibattito. Presente anche Francesco Garlucci, direttore di Federparchi (che supporta gli Enti gestori nel monitoraggio e nel mantenimento di questo prestigioso riconoscimento), mentre Giannina Usai dell’Ancim (Associazione Nazionale Isole Minori) è intervenuta online, seguita da Manuela Rio dell’ufficio comunicazioni del Parco. Numerosi gli interventi dal pubblico, soprattutto per chiedere chiarimenti su tempi e modalità di attuazione del percorso. Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 12 marzo.

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