Un “tesoretto” da oltre 22 milioni di euro che certifica conti solidi ma, allo stesso tempo, evidenzia ritardi e vuoti decisionali del passato.

È questa la fotografia del bilancio di previsione per l’esercizio 2026 dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, che si apre con un avanzo di amministrazione presunto di circa 22,27 milioni di euro. Si tratta di risorse accumulate negli anni precedenti, spesso legate a fondi non utilizzati per tempi tecnici, vincoli normativi o complessità procedurali. In un contesto delicato come quello di un’area protetta, pesano le lunghe autorizzazioni ambientali e le difficoltà operative. Tra le cause emerge, oltre ad una certa carenza di personale, la prolungata assenza dell’organo politico — presidenza e consiglio direttivo — che ha inciso sulla capacità programmatoria dell’Ente, rallentando le scelte strategiche e, di conseguenza, la spesa. Il risultato è un accumulo di risorse che oggi rappresenta tuttavia una grande opportunità.

Risolta la questione della direzione politico-amministrativa, con la nomina della presidente Rosanna Giudice e l’insediamento di un consiglio direttivo operativo, il nuovo bilancio approvato punta ora a trasformare questa disponibilità in azioni concrete. Permangono tuttavia alcune criticità legate alla mancanza di un direttore a tempo pieno: Giulio Platina, è stato infatti nominato alla guida dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte e svolge le sue funzioni in regime di scavalco fino alla nomina del sostituto.

Le entrate correnti si attestano su circa 2,32 milioni di euro di trasferimenti statali e 1,21 milioni derivanti da servizi e permessi, mentre oltre 2,1 milioni sono destinati alle attività istituzionali. Al centro resta la tutela ambientale: oltre 339 mila euro per ricerca e monitoraggi, circa 402 mila per l’educazione ambientale, 206 mila per la gestione della fauna e 259 mila per la riqualificazione di aree degradate, oltre a 192 mila euro per progetti legati al clima. Restano stabili le spese per il personale (1,12 milioni), con investimenti su digitalizzazione e controllo del territorio. È previsto un incremento della manutenzione dei mezzi nautici e di sorveglianza per garantire la sicurezza e il controllo dell’area protetta.

«Con questo bilancio rafforziamo la nostra missione di custodi di un patrimonio unico al mondo», è la dichiarazione del Consiglio direttivo. «Le risorse stanziate per il 2026 non solo garantiscono la protezione degli ecosistemi fragili, ma puntano con decisione sulla ricerca e sul coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso l'educazione ambientale».

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