Oschiri, maxi indagine sull’arsenale da guerra per gli assalti ai portavalori: un arresto
Le armi e le munizioni trovate in un edificio di proprietà del 36enne Luigi Masia. L’inchiesta potrebbe coinvolgere subito altre persone con ruoli diversi e più importantiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È un colpo grosso quello del pm Angelo Beccu e dei Carabinieri della Compagnia di Ozieri, il ritrovamento di un arsenale nelle campagne di Oschiri potrebbe essere l’atto investigativo che ha sottratto ad una banda l’intera dotazione per un assalto a un portavalori o comunque per una rapina. La posizione di Luigi Masia, 36 anni, oschirese, è tutta da verificare.
L’uomo, stando alle contestazioni della Procura di Sassari, aveva in carico l’arsenale e oggi (assistito dal penalista Pietro Diaz) Masia dovrà spiegare al gip perché armi da guerra e munizioni erano dentro un edificio di sua proprietà. Intanto, lo stesso gip ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia in carcere.
L’inchiesta è ben più ampia e potrebbe coinvolgere subito altre persone con ruoli diversi e più importanti rispetto a quello della persona arrestata. Il dato rilevante è l’arsenale e le indagini iniziano ora (non è escluso che anche i pm della Dda di Cagliari siano al lavoro).
Tra gli oggetti che hanno attirato subito le attenzioni dei Carabinieri (personale dell’Arma coordinato dal capitano Gabriele Tronca) ci sono il puntatore laser Beamshot e il dispositivo Jammer telefonico (dispositivo di disturbo frequenze) con 8 antenne. Ora tutto il materiale sarà affidato agli specialisti del Ris.
