Delitto Pinna, la ex di Ragnedda: «Otto mesi di calvario per essere stata ingannata»
Rosa Maria Elvo contro l’imprenditore, in carcere per l’omicidio di Conca Entosa. Il suo legale: «Pronti a costituirci parte civile»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo aveva annunciato qualche settimana fa durante una conferenza stampa, la ex compagna di Emanuele Raghedda, Rosa Maria Elvo: si considera una vittima dell’imprenditore e ha intenzione di costituirsi parte civile nell’udienza gup, a Tempio, di lunedì prossimo.
Il 13 luglio, infatti, si apre il procedimento sull’omicidio di Cinzia Pinna. Elvo, assistita dal penalista Francesco Fùrnari, ritiene di essere anche lei vittima di Ragnedda per il coinvolgimento (otto mesi indagata per favoreggiamento) nell’inchiesta. Il legale dell’imprenditrice di San Pantaleo ha chiesto in via di assoluta urgenza al Tribunale di Tempio tutti gli atti (richiesta di archiviazione ed eventuale decreto di archiviazione) che attestano lo stralcio della posizione della donna nelle indagini del delitto di Conca Entosa.
Fùrnari ha rilasciato una breve dichiarazione: «Dopo otto mesi di calvario e di dolore per una iscrizione nel registro degli indagati e per gli accertamenti subiti, compreso il prelievo del Dna, credo che la mia assistita abbia diritto di avere subito questi atti». Fùrnari, stando a indiscrezioni, è pronto a presentare comunque la richiesta di costituzione di parte civile nell’udienza di lunedì prossimo, anche se la sua assistita non dovesse avere ricevuto il decreto di archiviazione.
Rosa Maria Elvo ha sempre dichiarato di essere stata ingannata da Ragnedda che le avrebbe chiesto un aiuto per pulire la villetta di Conca Entosa, dicendole che nella casa era stato costretto a sparare contro un cane che lo aveva aggredito. Si parla dell’edificio dove è stata uccisa la donna originaria di Castelsardo.
Parti civili saranno i familiari di Cinzia Pinna (assistiti dagli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu) e Luca Franciosi (vittima di calunnia) rappresentato da Maurizio e Nicoletta Mani. Durante la primissima fase delle indagini, nel settembre dell’anno scorso, stando agli atti Ragnedda disse che Franciosi si era occupato di fare sparire il corpo di Cinzia Pinna, per la pm Noemi Mancini una calunnia.
I difensori dell’imprenditore di Arzachena, i penalisti Luca Montella e Gabriele Satta, avrebbero i primi risultati della maxi consulenza dello specialista Dario Radaelli e del professore universitario, Ernesto D’Aloja.
