A distanza di 11 anni dai fatti il processo sulla morte della pensionata Michelina Ena è approdato alle richieste di pm e parti civili. La donna, 83 anni, era deceduta nel Reparto Ustionati dell’ospedale di Sassari venti giorni dopo l’esplosione che aveva sventrato la sua abitazione, in via Brunelleschi, a Olbia. La tragedia, secondo i consulenti della Procura di Tempio, è stata causata da una fuga di gas.

La pm Franca Cabiddu ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione di Paolo Guglielmi, legale rappresentante della Sarda Reti Gas, Maria Teresa Dettori, amministratrice della società DMT di Sassari e del tecnico Gabriele Melino, per il professionista Fortunato Gangemi è stata chiesta invece l’assoluzione.  

I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Antonello Desini. Secondo il pm, l’esplosione venne causata anche da presunte anomalie dell’impianto collegato alla rete cittadina del gpl. Il penalista Antonello Desini ha chiesto che venga riconosciuta la responsabilità di tutti gli imputati e ha ricordato che la vittima morì dopo un ventina di giorni di agonia, aveva ustioni sul sessanta per cento del corpo. Nella prossima udienza (davanti alla giudice Federica Lunari) la parola passa alle difese (Jacopo Merlini, Agostinangelo Marras, Sara Dettori, Carlo Selis, Stefano Deiana, Giovanni Azzena e Cesare Placanica). In aula erano presenti le figlie della vittima che chiedono, dopo 11 anni, un accertamento delle responsabilità dell’esplosione

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