Olbia, corteo contro la violenza dopo gli accoltellamenti al ristorante
La manifestazione per chiedere maggiore sicurezza in centro ha raggiunto proprio il locale teatro del grave episodio avvenuto una settimana fa(Foto Satta)
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A distanza di qualche giorno dal grave episodio accaduto in un ristorante asiatico al centro di Olbia dove un uomo (di nazionalità algerina), armato di coltello, ha fatto irruzione aggredendo quattro persone, oggi si è svolto un flash mob per chiedere alle istituzioni «più attenzione e interventi concreti di fronte a una situazione di degrado, aggressioni e insicurezza che non può più essere ignorata».
Organizzato dal circolo cittadino di Fratelli d'Italia, da Gioventù Nazionale che hanno rinunciato ai simboli di partito il nome della causa ‘Riappropriamoci della nostra Olbia’, e da due movimenti spontanei Reazione Terranova e Olbia Sicura, il sit in ha sfilato per qualche centinaia di metri nell'isolato sorvegliato speciale da tempo e teatro dell'ultimo episodio di violenza.
Chiuso con l'inno di Mameli, il flash mob è diventato corteo che ha raggiunto il ristorante gestito da una famiglia cinese, in solidarietà alle vittime. Dietro allo striscione ‘Degrado e violenza: figli dell'indifferenza’, i manifestanti hanno presidiato al grido di ‘Olbia è nostra e ci appartiene’.
«Questa manifestazione non è mossa dal razzismo ma dalla paura», dice il rappresentante di Reazione Terranoa, Eros Orlando. «Chiedere sicurezza non è sinonimo di razzismo e non significa odiare qualcuno», aggiunge l’esponente di Olbia Sicura, Federico Ciaddu. «Non siamo qui contro nessuno anzi, siamo qui per manifestare solidarietà ai residenti non italiani ma italiani perché qui lavorano e sono pienamente integrati con la comunità», aggiunge il coordinatore di FdI, Marco Piro, che plaude alle azioni fin qui messe in campo dal sindaco, Settimo Nizzi, per contrastare violenza e degrado nel centro storico.
