A trentatré anni dall'istituzione della ricorrenza, Olbia celebra, per la prima volta pubblicamente, Sa Die de Sa Sardigna, martedì a partire dalle 18:30 nelle ex Casermette.

Organizzato dal Comitato spontaneo olbiese pro Sa Die, l’evento sarà un viaggio nel 1794, anno dei Vespri sardi nati per rivendicare dignità e diritti calpestati dai Savoia che costarono l'esilio ai responsabili delle proteste.

Attraverso letture di brani, accompagnate da intermezzi musicali eseguiti da un gruppo di artisti della migliore espressione cantautorale sarda, sarà ricordato il coraggio di figure come Giovanni Maria Angioy e Francesco Cilloco che sfidarono l'ordine costituito.

A raccontare, poi, l'impatto della rivoluzione sarda sull'identità del popolo, l'antropologo Bachisio Bandinu. Un tributo speciale sarà dedicato a Nino Fancello, fotografo scomparso nel 2021, il quale per primo portò la celebrazione di Sa Die nel suo stazzo a Straetu, in forma privata e all’indimenticabile frontman dei Cordas et Cannas, Franziscu Pilu, scomparso nel 2022, la cui eredità ancora impreziosisce il panorama musicale sardo.

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