Il Nord Sardegna punta sulla cultura come motore di crescita economica e coesione territoriale. È stato presentato a Olbia, presso la sede di Confcommercio, il nuovo coordinamento Impresa Cultura Nord Sardegna, organismo che segna l’ingresso ufficiale del territorio nel network nazionale dedicato alle industrie culturali e creative. Alla guida nominato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e figura di riferimento del panorama culturale isolano. Con lui, una squadra composta dai vice coordinatori Aldo Addis e Alessandro Carta supportati da Antonietta Cossu, Sabrina Lisbona, Annalisa Luzzu, Luigi Folino, Claudio Desiati, Gianni Russo, Gabriele Addis e Piero Muresu.

La nascita del coordinamento si inserisce in un quadro nazionale in evoluzione. Secondo l’Osservatorio sui consumi culturali di Confcommercio, la spesa media mensile delle famiglie italiane per beni e servizi culturali è quasi raddoppiata negli ultimi cinque anni, passando da 50,9 euro nel 2020 a 99,8 euro attuali, nel  Centro-Nord la spesa supera i 113 euro mensili, nel Sud e nelle Isole si ferma a 74,3 euro. Anche la percezione dell’offerta culturale evidenzia criticità: circa il 50% dei cittadini del Mezzogiorno e delle Isole la considera insufficiente, mentre solo il 31% la giudica innovativa. Nonostante ciò, emerge un dato significativo: il 77% degli intervistati nel Sud e nelle Isole riconosce il valore economico della cultura e il suo impatto positivo sullo sviluppo locale, una percentuale superiore alla media nazionale.

L’obiettivo del coordinamento è, dunque, ambizioso: creare una vera e propria “Casa della Cultura”, un ecosistema aperto in cui imprese, operatori, associazioni e fondazioni possano collaborare e sviluppare progettualità condivise. L’idea è trasformare il ricco patrimonio identitario del Nord Sardegna in una leva concreta per generare occupazione, innovazione sociale e nuove opportunità imprenditoriali.

«La cultura deve essere uno strumento vivo di crescita e innovazione»  ha dichiarato Marras, sottolineando come il progetto voglia consolidare il ruolo del settore culturale come pilastro dello sviluppo integrato del territorio. Fondamentale sarà il lavoro di rete tra pubblico e privato, con l’obiettivo di superare le storiche fragilità del comparto e rendere l’offerta culturale più accessibile, moderna e attrattiva, soprattutto per le nuove generazioni.

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