Navi da crociera a La Maddalena: «Fattibilità tecnica da valutare»
Apertura prudente dalla Capitaneria di porto. Le imbarcazioni scomparvero dopo il disastro della Costa ConcordiaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si profila come un’apertura prudente, senza però rappresentare un via libera. Sul possibile ritorno delle navi da crociera nelle acque dell’Arcipelago-Parco Nazionale di La Maddalena interviene il comandante del Compartimento Marittimo–Guardia Costiera, capitano di fregata Vittorio Vanacore, che non entra nel merito della scelta ma indica la disponibilità a valutarne la fattibilità tecnica. «Quando saremo chiamati lavoreremo con i servizi tecnico-nautici per portare avanti, in concreto, questa fattibilità». Una posizione possibilista, dunque, diversa dal sì già espresso dalla presidente del Parco Nazionale, Rosanna Giudice, ma comunque priva di preclusioni anticipate.
Le ipotesi riguardano il ritorno di navi da crociera non di grandissima stazza ma di dimensioni medie e piccole, che in passato facevano tappa nell’arcipelago, soprattutto nei cosiddetti mesi di spalla, portando sull’isola visitatori provenienti da tutto il mondo e generando ricadute economiche significative. Le crociere scomparvero dopo il disastro della Costa Concordia all’Isola del Giglio e il successivo decreto Clini, che vietò sosta e permanenza delle navi nei parchi e nelle aree marine protette. Da tempo l’Amministrazione comunale, con l’assessore al turismo Gianvincenzo Belli, sta lavorando per ottenere una deroga analoga a quelle già concesse in altri contesti, come Portofino, nel Parco delle Cinque Terre e Porto Capraia, nel Parco dell’Arcipelago Toscano, dove le crociere approdano da alcuni anni. A breve dovrebbe essere convocata una conferenza di servizi alla quale prenderanno parte Comune di La Maddalena, Parco Nazionale, Capitaneria di Porto e Marina Militare.
«Rispetto all'argomento la nostra posizione è chiara, cioè che non ci esprimiamo sulla scelta», precisa il comandante Vanacore. «La decisione se intraprendere o meno questa strada è politica e istituzionale, e aspetta ad altri soggetti. È chiaro però che, in caso si propendesse per questa soluzione, si tratterebbe di una sfida tecnica di una certa complessità, perché, in quel caso, noi siamo l'autorità regolatrice in mare sotto qualsiasi profilo, compreso quello della fattibilità. Quindi è evidente che l'introduzione di un simile elemento, in uno scenario già complesso ed articolato come quello dell'arcipelago, determinerà una serie di valutazioni: dalla base legale a quelle tecnico-nautiche, alla manovrabilità sui fondali, agli spazi di manovra, ai profili di security, alle valutazioni di natura ambientale. Entra inoltre in gioco tutta la normativa di settore tra cui, ad esempio, quella sulle emissioni atmosferiche delle navi nelle aree speciali. Poi ovviamente ci sarà l'adeguamento infrastrutturale».
Un percorso complesso dunque, al quale si aggiunge un ulteriore elemento: la disponibilità, non ancora ufficialmente formalizzata, della Marina Militare a consentire l’utilizzo di una propria boa necessaria per l’ancoraggio delle navi. Anche qualora si accelerassero i tempi e arrivassero tutti i nullaosta, il ritorno delle crociere nell’arcipelago potrebbe comunque concretizzarsi non prima del prossimo anno.
