“Tra sfide e transizioni”, a Olbia il convegno organizzato da Aspal -all'Aeroporto Costa Smeralda - nell'ambito del progetto europeo BE-STREAM POWER, finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, ha offerto una riflessione sui processi di innovazione, transizione e sviluppo delle competenze attraverso le Academy aziendali e di filiera nella nautica, strumenti operativi per sostenere la competitività delle imprese.

La formazione come leva strategica per lo sviluppo della Blue Economy e della nautica è stata al centro del confronto tra imprese, istituzioni ed enti di formazione. Nel corso dell'incontro è stato presentato un modello innovativo di Academy, capace di integrare il mondo della formazione con i processi produttivi reali e di rispondere in modo tempestivo ai fabbisogni professionali delle imprese.

Introdotto e moderato dal professore Antonio Usai, docente di Management dell'Innovazione e partner dello spin-off Tourism Plus dell'Università di Sassari, il convegno ha visto, nella prima parte, l'intervento del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi.

«L'iniziativa promossa da Aspal con il progetto europeo BE-STREAM POWER conferma quanto sia decisivo, per territori come il nostro, investire su innovazione, competenze e cooperazione. In un settore strategico come la Blue Economy, il dialogo transfrontaliero e la condivisione di buone pratiche sono fondamentali per accompagnare la transizione del comparto nautico e delle professioni del mare», ha dichiarato il primo cittadino.

In Sardegna la Blue Economy rappresenta tra il 7 e l'8% dell'economia regionale e genera circa 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto. Tra le filiere più rilevanti spicca quella della cantieristica nautica, che conta circa 1.600 imprese, con Olbia e Arbatax quali principali poli produttivi. Le aziende del settore generano circa 55 milioni di euro di ricavi e impiegano oltre 240 addetti diretti. Più in generale, la nautica in Sardegna – tra cantieristica e servizi – produce oltre 400 milioni di euro, con prospettive di ulteriore crescita legate alla nautica da diporto. Il solo cluster gallurese genera un impatto economico stimato tra 3 e 4 milioni di euro al giorno durante l'alta stagione.

«In questo scenario il tema delle competenze assume un valore strategico e si inserisce nel più ampio processo di rinnovamento delle politiche del lavoro fondato sulla valorizzazione del capitale umano», è l’intervento da remoto dell'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, che ha sottolineato come la Sardegna guardi sempre più al mare quale motore di sviluppo e competitività.

L'Aspal, attraverso il direttore generale Luca Mereu, la dirigente del Servizio Progetti Sara Cadelano e la responsabile del progetto Maria Antonietta Sanna Artizzu, ha illustrato i risultati emersi dalle attività dell'Osservatorio transfrontaliero e dell'Alleanza tematica regionale, aprendo la strada alla presentazione dello studio curato dal professor Antonio Usai sul ruolo delle Academy d'impresa.

Studio, frutto di un'approfondita analisi teorica, di incontri esplorativi con gli stakeholder e di un costante confronto con gli operatori del settore, che ha portato alla definizione di un protocollo operativo di filiera condiviso. Partendo dai dati della Blue Economy, sono state analizzate le tre grandi transizioni in atto: ambientale, digitale e delle competenze. Proprio quest'ultima rappresenta oggi la sfida più complessa, poiché la domanda di nuove professionalità cresce a ritmi che il sistema formativo tradizionale fatica a sostenere.

Uno degli aspetti più innovativi emersi riguarda l'evoluzione del concetto stesso di Academy. Se in passato il modello era prevalentemente aziendale e focalizzato sulle competenze interne, oggi si punta a una Academy di filiera capace di integrare ricerca, sviluppo, innovazione e formazione.

«L'obiettivo è superare un modello chiuso per costruire un ecosistema aperto nel quale imprese, enti di formazione, università e istituzioni collaborino stabilmente – ha affermato Usai - Le competenze non sono più considerate elementi esterni all'impresa, ma diventano il centro di un sistema che ruota attorno alle esigenze produttive e di innovazione del territorio».

Lo studio comparativo realizzato nell'ambito del progetto ha individuato gli elementi necessari per costruire un modello evoluto di Sharing Knowledge Academy, capace di ridurre il mismatch tra competenze disponibili e competenze richieste dal mercato, superare il disallineamento tra i tempi della formazione e quelli dell'innovazione aziendale, facilitare l'accesso alle risorse finanziarie e promuovere la certificazione delle competenze.

Nel tavolo conclusivo, dedicato al confronto tra imprese e istituzioni, sono intervenuti Leandro Benci, CEO di Novamarine, Alberto Cadeddu, CEO di Nautica Assistance, Roberto Saba, direttore generale di IAL Sardegna, Tiziano Cabizzosu di Confindustria Sardegna, Giampaolo Saba, responsabile Sviluppo dell'Agency CIPNES, e Giuseppe Antonio Sofia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese e sistema formativo ma soprattutto di velocizzare i tempi di risposta. Tra le proposte più condivise l'istituzione di un board permanente capace di monitorare costantemente i fabbisogni professionali e progettare percorsi formativi sempre più aderenti alle esigenze del mercato.

Un tema particolarmente sentito riguarda, poi, la difficoltà di avvicinare i giovani al settore nautico. Come evidenziato dagli operatori, esistono numerose opportunità professionali ancora poco conosciute. Da qui la proposta di organizzare open day e iniziative di orientamento che coinvolgano l'intera filiera, mostrando come il comparto non si limiti alla costruzione delle imbarcazioni, ma comprenda professioni legate alla progettazione, ai servizi, alla logistica, al management e all'innovazione.

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