Maltrattamenti al nido comunale di Arzachena, due colleghe dell’educatrice sotto accusa confermano tutto
Bimbi imboccati a forza, sollevati da terra per un braccio, strattonati, schiaffeggiati, a uno negata anche l’acqua per punizione(Archivio)
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Ha risposto a tutte le domande di pm e avvocati l’educatrice citata come teste nel processo sui presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli dell’asilo comunale di Arzachena. Questa mattina in un’aula del Tribunale di Tempio sono stati rievocati i fatti avvenuti qualche anno fa e fatti e descritti dal personale del Commissariato di Porto Cervo.
La teste ha parlato di bambini molto piccoli imboccati a forza, di altri bambini sollevati da terra per un braccio o lasciati piangere a lungo. Nelle scorse udienze si è parlato anche di acqua negata per punizione a un piccolo ospite dell’asilo comunale.
Sotto processo c’è l’educatrice Katia Tocca, difesa dall’avvocato Jacopo Merlini, accusata dalla Procura di maltrattamenti su diversi bambini, insieme a Paola Tali, difesa dallo stesso Merlini e dall’avvocato Sergio Diomedi, alla quale viene contestata l’omessa segnalazione dei presunti maltrattamenti. Per il pm, le presunte vittime (da 10 mesi ai due anni) sarebbero state strattonate, imboccate a forza, risvegliate bruscamente e schiaffeggiate.
Due colleghe dell’educatrice sotto accusa hanno confermato tutto in aula, i giudici hanno acquisito i filmati delle microtelecamere attivate dalla Polizia dentro l’asilo. I genitori dei bambini si sono costituiti parte civile e sono assistiti da Domenica Gala, Giovanna Maria Poggi e Christian Cicoria, il Comune di Arzachena è rappresentato dall’avvocato Giosuè Seghezzi.
