La Maddalena, un protocollo per le disabilità invisibili
Primo Comune in Italia ad adottare il Progetto FaroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È stato sottoscritto ieri a La Maddalena il protocollo del Progetto Faro, iniziativa dedicata a chi convive con disabilità invisibili e necessita di maggiore attenzione nell’accesso ai servizi pubblici. Il Comune isolano è il primo in Italia ad adottare questo strumento. L’accordo, promosso dalla vice sindaca Federica Porcu, è stato firmato dal sindaco Fabio Lai, da Loredana Lai, segretaria nazionale Confael, Comparto Diversamente Abili e da Rosalba Scanu. Il progetto introduce un meccanismo digitale, uno strumento anonimo che permette agli utenti di comunicare le proprie esigenze agli operatori tramite QR code, senza dover indicare la patologia.
Il sindaco Lai ha sottolineato il valore dell’iniziativa, definendola «un protocollo di una sensibilità indescrivibile» e spiegando come spesso le disabilità invisibili siano «molto più difficili» da riconoscere rispetto a quelle fisiche. Il progetto, ha aggiunto, consente «nel massimo rispetto della privacy» di comprendere i bisogni degli utenti, evitando «stress» e «disagio» e garantendo dignità. Per l’amministrazione si tratta di un ulteriore tassello in un percorso già avviato: «Con il progetto PEBAS abbiamo lasciato a questa città una pianificazione precisa e puntuale; Il progetto Faro è un ulteriore progetto», ha evidenziato la vicesindaca Federica Porcu, richiamando la continuità delle politiche sull’accessibilità.
Soddisfazione anche da parte di Loredana Lai, che ha parlato di «un passo concreto verso una maggiore attenzione ai bisogni delle persone con disabilità» e di un segnale importante verso «una comunità più inclusiva e consapevole», sottolineando il valore istituzionale dell’iniziativa. Forte il messaggio dell’ideatrice Rosalba Scanu, che ha parlato di «modello di civiltà per l'intera nazione» e ha evidenziato come il progetto renda finalmente operativo il passaporto digitale, permettendo a chi convive con patologie come lupus o fibromialgia di trovare «un’amministrazione pronta ad accogliere». Un risultato che, ha concluso, accende «una luce» destinata a estendersi oltre i confini dell’isola.
