La Maddalena ha chiuso il 2025 con 10.658 residenti, 44 in meno rispetto all’anno precedente. Un calo, questo, costante nel tempo nell’ultimo lustro: –108 nel 2024, –49 nel 2023, –93 nel 2022 e –103 nel 2021. Tendenza questa che conferma il progressivo indebolimento demografico dell’isola, nonostante il saldo migratorio resti positivo.

Nel corso del 2025, infatti, sono stati 242 i nuovi residenti arrivati, contro i 225 che hanno scelto di trasferirsi altrove. Un piccolo segnale di una certa attrattività dell’Isola, evidentemente, forse più legato a ricongiungimenti familiari e una buona rete di assistenza sociale comunale e cattolica piuttosto che a potenzialità occupazionali, che però non basta a compensare quello che appare il nodo strutturale: il persistente crollo delle nascite e il numero dei decessi.

I nati nel 2025 sono stati appena 42, mentre le persone scomparse nello stesso periodo sono state 103, più del doppio. A pesare sugli equilibri demografici appare dunque evidente l’invecchiamento della popolazione. I ragazzi tra i 10 e i 20 anni sono 813, mentre la fascia tra i 70 e gli 80 anni arriva a 1.305 unità; lo scompenso è di 500. Il divario diventa ancora più marcato guardando agli estremi: 562 bambini sotto i 10 anni contro 897 ultraottantenni. Nel complesso, i residenti fino a 50 anni sono 4.859, mentre quelli oltre questa soglia toccano quota 5.799, quasi 1000 in più. Numeri che fotografano una comunità sempre più anziana, con ricadute evidenti, prossime e future, su servizi, scuola, sanità e mercato del lavoro. Diminuiscono le famiglie giovani, calano le iscrizioni a scuola, dalla materna alle superiori, con rischio di soppressione di classi e conseguentemente opportunità d’occupazione nel settore e si restringe la platea di chi entra nel mondo del lavoro, mentre cresce la domanda di assistenza, servizi sanitari naturalmente e strutture dedicate alla terza età.

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