Trovare una casa in affitto a La Maddalena non è semplice, soprattutto per chi cerca una soluzione stabile e di lungo periodo. Un problema che, come sottolinea il sindaco Fabio Lai, non nasce oggi ma affonda le sue radici in una storia ormai consolidata di pressione turistica sul mercato immobiliare.

«Trovare un appartamento in affitto oggi è diventato sempre più difficile e nelle città a forte vocazione turistica il problema è ancora più evidente. La presenza costante di flussi turistici comporta inevitabilmente un aumento dei prezzi e una forte competizione sul mercato immobiliare, che penalizza chi cerca una casa per viverci tutto l’anno. Un altro aspetto da non sottovalutare - prosegue il sindaco - è che la vocazione turistica spinge molti proprietari a privilegiare gli affitti stagionali o estivi, ritenuti più redditizi e meno vincolanti rispetto ai contratti di lunga durata. Questo riduce ulteriormente l’offerta di alloggi disponibili per residenti, lavoratori e famiglie».

Una dinamica che non riguarda solo l’arcipelago. «Non si tratta di una criticità esclusiva del nostro territorio: tutte le località turistiche, in misura diversa, stanno affrontando lo stesso problema. È una dinamica ormai strutturale, legata a un modello economico che porta benefici ma anche conseguenze sociali evidenti».

Alla base delle scelte dei proprietari c’è anche una diffusa sensazione di scarsa tutela. Tempi lunghi per gli sfratti, difficoltà nel recupero dei canoni non pagati e danni agli immobili hanno alimentato negli anni un clima di sfiducia.

«Negli anni alcuni proprietari hanno perso fiducia a causa di esperienze negative, tra affitti non pagati o immobili danneggiati. È comprensibile la loro preoccupazione, ma dispiace constatare che per il comportamento scorretto di pochi a farne le spese siano anche tante persone serie e affidabili, che oggi faticano a trovare una soluzione abitativa».

Il fenomeno, inoltre, non è legato soltanto al recente boom turistico. Già negli anni della presenza della base militare statunitense, l’arrivo di migliaia di militari e civili americani aveva prodotto una forte impennata della domanda di abitazioni, con canoni elevati. Un precedente che ha contribuito a modificare in modo duraturo le aspettative dei proprietari e gli equilibri del mercato locale.

Per provare a invertire almeno in parte la tendenza, l’amministrazione comunale ha previsto nuove aree per l’edilizia residenziale pubblica e convenzionata.

L'amministrazione, prosegue il sindaco Lai, «ha previsto nel nuovo strumento urbanistico, il PUC, circa due ettari e mezzo da destinare all’edilizia pubblica ed edilizia convenzionata dove i cittadini potranno costituirsi in cooperative per realizzare la propria abitazione. È un segnale concreto di attenzione al tema della casa, un passo importante che va nella direzione di ampliare l’offerta e riequilibrare, almeno in parte, il mercato».

Resta però la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici. «Stiamo parlando di un problema complesso, il mercato privato segue logiche proprie e legittime, e le amministrazioni locali possono solo intervenire entro certi limiti. Proprio per questo è necessario affrontare il tema con realismo, consapevoli che riguarda tutte le realtà turistiche e richiede soluzioni articolate e di lungo periodo».

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