«La Maddalena non è Ibiza»: a scriverlo è Marco Cuccu, presidente di La Maddalena Civica, che ieri sera, corredato da un dépliant a colori, ha presentato un programma per lo sviluppo dell’arcipelago che metta uno stop all’ormai sempre più serio problema dello spopolamento, con «sempre più giovani costrette a lasciare l’isola per studiare o lavorare».

Da tempo ormai tramontata la poderosa economia statalista (garantita dalla presenza della Marina militare, italiana e statunitense), è stata imboccata la strada del turismo, come hanno fatto altre località. Ma per La Maddalena Civica «il futuro dell’isola non può basarsi soltanto sulla stagionalità turistica. È necessario sviluppare un modello capace, allora, di generare opportunità durante tutto l’anno: un modello più vicino a quello di città come Pisa, dove università e ricerca rappresentano il cuore dello sviluppo territoriale».

Un modello, cioè, che metta al centro la cultura, la ricerca, la formazione, l’innovazione, la sanità e la tutela dell’ambiente, considerando l’insularità, le bellezze naturali e il patrimonio storico come punti di forza.

L’esposizione del programma è stata chiara e articolata, ma alla fine è mancato ciò che un po’ tutti si aspettavano: l’ufficializzazione della presentazione di una lista alle prossime elezioni comunali, magari con candidato sindaco lo stesso Cuccu. Decisione evidentemente rimandata.

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