Ventitré militari in pensione della Marina Militare e le loro famiglie – presumibilmente tra le 50 e 60 persone in totale – hanno ricevuto l’invito a lasciare gli alloggi occupati da anni a La Maddalena, nei quali erano rimasti anche dopo il pensionamento.

Un provvedimento previsto dalle norme, e recentemente sollecitato dallo Stato Maggiore della Marina ma che in passato raramente era stato applicato quantomeno con questa ampiezza. Alla base della decisione c’è l’esigenza della Marina militare appunto di rientrare in possesso di appartamenti da destinare al personale in servizio permanente sull’isola: ufficiali e sottufficiali, spesso giovani e con famiglia, che altrimenti sarebbero costretti a rivolgersi a un mercato immobiliare locale povero di offerte e caratterizzato da canoni elevati.

Gli alloggi militari, invece, prevedono affitti forfettari calmierati. Negli ultimi anni la Marina ha avviato diversi interventi di ristrutturazione del proprio patrimonio immobiliare, ma non sufficienti a coprire una domanda aumentata anche per effetto dell’estensione degli aventi diritto a nuove categorie di personale. Gli ex militari coinvolti, considerati “sine titulo” e non al riparo da fasce protette, occupano gli appartamenti in forma temporanea, pagando un canone ricalcolato dall’amministrazione.

Ora dovranno lasciarli entro il 30 luglio 2026; un termine che non concede molto tempo, anche perché le stesse difficoltà che incontrano i militari in servizio nel trovare casa sull’isola è chiamato ad affrontarle anche chi è in pensione. Tra possibili ricorsi e tentativi di mediazione, resta il peso umano, psicologico e sociale di una scelta che, pur rispondendo a esigenze organizzative legittime, rischia di tradursi per molte famiglie in un trasloco forzato, costoso e carico di incertezze, in una comunità già segnata da fragilità abitative.

© Riproduzione riservata