L’ipotesi di trasferire l’isola ecologica dall’attuale sede del Vaticano a Sasso Rosso entra tra gli obiettivi dell’amministrazione comunale. Il tema è emerso anche nel corso dell’ultimo Consiglio comunale e, pur restando ancora in una fase preliminare, trova oggi un primo presupposto concreto nel nuovo quadro urbanistico.

A spiegare le ragioni della possibile delocalizzazione è il sindaco Fabio Lai, che richiama anzitutto i limiti dell’attuale centro di raccolta nei periodi di maggiore afflusso. «Quando raggiungiamo una pressione antropica importante è chiaro che il sito attuale non riesce a supportare questo carico». A pesare, secondo il primo cittadino, sono anche la vicinanza ad alcune abitazioni, l’impatto paesaggistico e la collocazione lungo una strada interessata da un intenso traffico turistico diretto verso Caprera e le spiagge. Spostare il centro ecologico significherebbe quindi liberare un’area ritenuta strategica anche per il rilancio della zona dell’ex G8 e, allo stesso tempo, disporre di spazi più adeguati per il servizio di igiene urbana.

La novità riguarda soprattutto Sasso Rosso, area già utilizzata in passato ma con caratteristiche molto diverse da quelle ipotizzate oggi. L’adeguamento del PUC al PPR, pubblicato sul Buras il 28 maggio, ha infatti previsto per il sito una destinazione urbanistica compatibile con la realizzazione di un centro di raccolta. «Il punto di partenza è sicuramente l'adeguamento del PUC al PPR. L'idea c'è, ci stiamo lavorando». L’amministrazione comunale intende proceder, quanto prima, con un progetto di fattibilità tecnico-economica, necessario per definire intervento e risorse.

Il precedente storico di Sasso Rosso, chiuso decenni fa, resta uno dei punti più delicati. Il sindaco sottolinea però come la gestione dei rifiuti sia oggi radicalmente diversa: niente combustione, ma raccolta e stoccaggio temporaneo, con i materiali caricati sui container e trasferiti fuori dall’isola per lo smaltimento definitivo. «La differenza mi pare sostanziale».

 

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