Fuga di notizie nelle aste giudiziarie, stop alle attività di impresa per i titolari di Pincioni Carni
Firmata un’ordinanza i di interdizione per i due imprenditoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Interdizione dalle attività di impresa per sei mesi, è questa la misura cautelare disposta dalla gip di Tempio, Federica Di Stefano, nelle indagini sulla presunta fuga di notizie dalle aste del fallimento (liquidazione giudiziale) della società “Pincioni Carni S.r.l.” di Arzachena, dichiarato con sentenza del 25 gennaio 2022.
La gip ha firmato un’ordinanza i cui destinatari sono gli imprenditori di Arzachena, Antonio e Domenico Pincioni, padre e figlio. Sono stare accolte le richieste del pm Alessandro Bosco.
Secondo la Procura di Tempio, i due sarebbero responsabili di condotte che avrebbero avuto come obiettivo il condizionamento delle aste giudiziarie dei beni della loro società. Le azioni degli indagati sono tutte da provare: “collusioni, accordi preventivi e condotte fraudolente”.
La turbativa d’asta sarebbe consistita in comportamenti rivolti ai potenziali acquirenti di terreni e di una rimessa per auto ad Arzachena (aste fissate il 5 novembre 2024 e il 14 gennaio 2025, per la vendita di terreni della srl a Tempio e e Arzachena).
Intercettazioni telefoniche proverebbero la presunta turbativa d’asta contestata. I difensori dei due imprenditori, gli avvocati Ezia Orecchioni ed Elias Vacca, non commentano in attesa di conoscere gli atti.
Sono state respinte le richieste di misure cautelari (anche arresti) per altri cinque indagati (difesi dagli avvocati Giovanni Azzena, Gerardo Giacu e Domenico Putzolu), le cui posizioni sono ancora tutte da chiarire, la gip Di Stefano ha escluso che vi siano prove schiaccianti ed elementi univoci a carico di alcune delle persone coinvolte.
