Aveva 16 anni, sognava di diventare una chef e, invece, secondo la pm Sara Martino è finita in raccapricciante giro di prostituzione minorile. Per un lungo periodo della sua giovane esistenza ha perso la voglia di vivere, di respirare, di uscire la sera con gli amici, di essere una ragazzina spensierata.

“Venduta” a diversi uomini, abusata, costretta a pratiche sadomasochistiche che l’hanno fatta entrare in un inferno di violenze morali, fisiche e sessuali, di vessazioni aberranti. La storia di una giovanissima aspirante chef è stata al centro di una drammatica udienza davanti ai giudici del Tribunale di Tempio. I fatti sono avvenuti a Olbia e in un altro centro costiero, sotto accusa ci sono il presunto sfruttatore della giovanissima vittima e tre uomini ai quali sarebbe stata venduta (difesi dagli avvocati Giampaolo Murrighile, Beatrice Sanna, Giampietro Cocco e Letizia Forma). 

Nel corso dell’udienza però è successo qualcosa che ha imposto la riapertura delle indagini. Durante una deposizione è stato fatto il nome di un uomo che avrebbe abusato della minore dopo essersi accordato con il principale indagato. Un nome che mai era emerso durante l’inchiesta. Si parla di un componente di una famiglia di imprenditori dell’Isola. Ora, stando a indiscrezioni, la Procura di Tempio procederà alla identificazione dell’uomo. La presunta vittima si è costituita di parte civile ed è assistita dalla avvocata Immacolata Natale e dall’associazione Prospettiva Donna. 

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