Corallina torna libera, Porto San Paolo apre le porte del nuovo Centro per la fauna marina
La struttura messa a disposizione dal Comune di Loiri Porto San Paolo per le attività che si svolgeranno nell’area marina protettaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una nuova struttura dedicata alla tutela della fauna marina e, nel giorno della sua inaugurazione, un ritorno alla libertà dal forte valore simbolico.
È stata liberata questa mattina Corallina, una Caretta caretta recuperata nei mesi scorsi e sottoposta alle cure del Centro di recupero del Sinis. La liberazione è avvenuta in occasione dell’apertura del nuovo Centro di primo soccorso per la fauna marina di Porto Taverna, inaugurato dall’Area Marina Protetta di Tavolara –Punta Coda Cavallo e realizzato nell’ambito della rete regionale per la conservazione della fauna marina. La struttura, messa a disposizione dal Comune di Loiri Porto San Paolo per le attività che si svolgeranno nell’area marina protetta, nasce per offrire un primo intervento agli animali in difficoltà e rappresenta un nuovo punto di riferimento per la tutela della fauna marina del territorio.
Il Centro sarà operativo durante tutto l’anno e affiancherà alle attività di soccorso anche iniziative di educazione ambientale rivolte a scuole, cittadini, operatori e visitatori. Corallina è arrivata nella struttura nella notte, proveniente dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Recuperata circa tre mesi fa da alcuni pescatori che l’avevano trovata in difficoltà prima del trasferimento ha trascorso un periodo al Centro di recupero del Sinis, dove è stata curata. Con il passare delle settimane l’animale, che ha espulso ingenti quantità di materiale plastico, ha ripreso ad alimentarsi regolarmente e a mantenere un normale assetto di nuoto, fino a raggiungere le condizioni necessarie per essere nuovamente liberato.
«Questo è un centro di primo soccorso - ha spiegato Elisa Mocci, ingegnere, coordinatrice della Rete regionale per la conservazione della fauna marina della Regione Sardegna - e si distingue dai centri di recupero, che sono strutture attrezzate per la degenza e il recupero degli animali. Negli ultimi anni si sta osservando un fenomeno significativo: gli avvistamenti e la nidificazione delle tartarughe marine si stanno spostando sempre più verso il nord della Sardegna. L’anno scorso hanno interessato aree come Badesi, l’Asinara, Capo Comino, Porto Taverna». Un cambiamento che preoccupa, ha sottolineato, e che non riguarda soltanto l’aumento della temperatura dell’acqua, ma si inserisce in una trasformazione più ampia degli habitat e del paesaggio marino e costiero. La rete regionale coordina i diversi soggetti coinvolti nelle attività di soccorso e conservazione, tra cui il Corpo forestale, la Guardia costiera e il referente scientifico rappresentato dal CNR di Torregrande.
Il nuovo centro consentirà interventi tempestivi sugli animali in difficoltà. A spiegare la storia della Caretta caretta Corallina è stato Andrea Camedda, ricercatore presso l’IAS-CNR di Torregrande: «L’animale è arrivato da noi e ora, dopo tutte le cure del caso, è in ottima forma. Si tratta di un esemplare subadulto, di circa 18-20 anni. Il principale pericolo per questi animali - ha, poi, spiegato il ricercatore - continua a essere rappresentato dai rifiuti di origine antropica presenti in mare. Buste, reti, nylon e altri materiali possono provocare intrappolamenti e lesioni profonde, arrivando nei casi più gravi a causare l’amputazione di un arto. A questo si aggiunge il problema dell’ingestione della plastica, sempre più frequentemente riscontrata negli animali ricoverati. Nel caso di Corallina, fortunatamente, le conseguenze non sono state particolarmente gravi. L’animale aveva riportato una lesione a una pinna, ma le condizioni generali hanno permesso di completare il recupero e procedere alla liberazione dopo circa tre mesi».
L’inaugurazione del Centro rappresenta anche la conclusione di un percorso che ha coinvolto Regione Sardegna, Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo e Comune di Loiri Porto San Paolo.
«È una filiera che si chiude con grande soddisfazione – ha dichiarato il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai - perché questa struttura è stata realizzata con un finanziamento della Regione Sardegna e attraverso l’Area Marina Protetta. Il Comune l’ha ripresa per progettare questo centro che oggi finalmente parte, in collaborazione con la Regione». Il Centro, ha aggiunto il Direttore della AMP di Tavolara, Leonardo Lutzoni, non sarà dedicato esclusivamente al primo soccorso faunistico, ma avrà anche una funzione educativa, inserendosi nelle attività del CEAS, il Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità, all’interno di un contesto naturalistico di particolare pregio. «L’apertura di questo Centro - le parole di Massimo Canu, presidente dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo - in collaborazione con la Rete Regionale e con tutti i soggetti che operano per la conservazione della fauna marina, rappresenta un passo importante sia per la nostra Area Marina Protetta che per tutto il territorio». La tutela della fauna marina, ha sottolineato Canu, passa dalla capacità di intervenire nelle situazioni di difficoltà, ma anche dalla conoscenza e dalla sensibilizzazione.
