Caprera, la riscoperta dei luoghi degli esperimenti di Marconi
Un primato storico, rivendicato dalla presidente del Parco nazionale Rosanna GiudicePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non soltanto tutela ambientale. Il trentesimo anniversario del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è stato anche l’occasione per ricostruire una pagina della storia delle telecomunicazioni: gli esperimenti condotti nel 1901 dalla Regia Marina, con le strumentazioni fornite da Guglielmo Marconi; un primato storico, rivendicato dalla presidente del Parco nazionale, Rosanna Giudice.
Nel convegno dedicato al premio Nobel e a Becco di Vela è stato ripercorso il ruolo dell’arcipelago nelle prime prove radiotelegrafiche. Tra maggio e ottobre di quell’anno la località di Becco di Vela, a Caprera, ospitò infatti attività sperimentali legate alle ricerche del futuro premio Nobel, in una fase decisiva per lo sviluppo delle comunicazioni senza fili. Si apriva a Caprera l’era delle telecomunicazioni.
La mattinata, presentata da Andrea Rota, si è aperta con gli interventi della presidente del Parco Rosanna Giudice, del direttore Yuri Donno e del sindaco Fabio Lai. Sono seguiti quelli di Alberto Mureddu e Tommaso Gamboni, autori del volume «1901 Becco di Vela Guglielmo Marconi. I primi esperimenti nel triangolo strategico della Regia Marina», pubblicato dal Parco nazionale ed edito da Paolo Sorba.
Marcello Losito ha poi approfondito il contributo della Regia Marina alle prove radiotelegrafiche nell’arcipelago, mentre Roberto Alaimo ha illustrato le quattordici stazioni commemorative marconiane.
Spazio anche alla riscoperta materiale del sito, attribuita al naturalista maddalenino Giovanni Cesaraccio. Dopo il vasto incendio che colpì Caprera nel 1992, Cesaraccio individuò il vecchio percorso militare verso Becco di Vela e la scalinata in granito che vi conduce. Sul posto riconobbe il locale della stazione, le tracce dei sostegni delle antenne e altri resti delle apparecchiature utilizzate durante gli esperimenti.
Testimonianze che attribuiscono all’arcipelago-parco, accanto al suo patrimonio naturalistico, un ruolo significativo nella storia delle moderne telecomunicazioni.
