Due imbarcazioni, un carrello della spesa e persino una batteria d’auto. È quanto è riemerso dai fondali del porto di Cannigione durante l’operazione di pulizia che sabato scorso ha consentito di recuperare oltre due tonnellate di rifiuti. Un quantitativo considerevole, raccolto grazie all’intervento di sommozzatori professionisti, operatori nautici e volontari, impegnati sott’acqua, sulle imbarcazioni e lungo le banchine. Tra i materiali recuperati figurano anche bottiglie di vetro, contenitori di plastica, indumenti, scope e lattine. Oggetti di ogni genere, accumulatisi nel tempo sul fondale, alcuni dei quali potenzialmente dannosi per l’ecosistema marino.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Arzachena, ha coinvolto i diving Scuba Revolution, Area Mare, Anthias, Iknos e l’ASD Passione Apnea, insieme al Consorzio Marina di Cannigione, Pontile dei Fiori, Cooperativa SardaMar e Pontile Destriero. Le operazioni si sono svolte con l’autorizzazione e il supporto della Capitaneria di Porto di La Maddalena. A coordinare l’iniziativa, per l’amministrazione comunale, il delegato alla Portualità Alessandro Carreddu e l’assessore all’Ambiente Michele Occhioni, che sottolineano la continuità della collaborazione con gli operatori locali. «Ripulire i fondali è un dovere civico per preservare la bellezza e la salute del nostro mare e continuare a investire in politiche di sviluppo sostenibile della destinazione», dichiarano i due amministratori.

L’intervento restituisce fondali più puliti a uno degli approdi turistici più frequentati della costa arzachenese, ma richiama anche l’attenzione sulla necessità di prevenire l’abbandono dei rifiuti in mare.

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