Aggressione a Olbia, la Cisl Gallura: «La sicurezza si costruisca creando le condizioni per vivere nella legalità»
Il segretario Bruno Brandano: «Dobbiamo governare la crescita del territorio»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In occasione dell'episodio di violenza accaduto a Olbia venerdì notte, quando un uomo, armato di coltello, ha fatto irruzione in un ristorante al centro della città, aggredendo quattro persone, la Cisl Gallura è intervenuta oggi sul tema della sicurezza urbana.
«La sicurezza è una priorità ma non può essere letta separatamente dal modo in cui sta cambiando la Gallura e Olbia è il punto in cui queste trasformazioni sono più evidenti», dice il segretario Bruno Brandano. Per il sindacato, la questione sicurezza non può prescindere dall'analisi del contesto: «Dobbiamo chiederci se alla crescita demografica, economica e turistica sia corrisposta una crescita forte dei servizi, dei presidi territoriali, delle politiche di integrazione, delle opportunità abitative e della capacità di governare il mercato del lavoro», continua Brandano.
«La sfida - aggiunge - è governare una crescita rapidissima evitando che lo sviluppo economico e le trasformazione demografiche corrano più velocemente della capacità del territorio di costruire servizi, integrazione e coesione sociale».
A partire dal lavoro e dal contrasto a quello irregolare che, nel 2026 in provincia di Sassari, è stato registrato nel 56 per cento delle 59 aziende controllate dai Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, sono stati segnalati trenta datori di lavoro, sospese undici attività ed esaminate 236 posizioni lavorative, il 5 per cento delle quali completamente in nero. «Contrastare il lavoro irregolare significa fare politica sulla sicurezza perché dove esistono sfruttamento, lavoro nero e marginalità aumentano vulnerabilità e ricatto mentre il lavoro dignitoso è uno dei principali strumenti di prevenzione sociale», prosegue il segretario territoriale della Cisl. E conclude: «La questione sicurezza, che non può essere ricondotta alla nazionalità di chi commettere i reati, non si costruisce soltanto reprimendo il reato ma anche facendo in modo che vivere e lavorare nella legalità sia la scelta più semplice, stabile e conveniente».
