Accessi a Cala Coticcio e Cala Brigantina: il 66% dei permessi alle guide residenti
L’Ente Parco rivendica la sua trasparenza dopo le critichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prima la difesa delle procedure adottate, poi i chiarimenti sulle autorizzazioni e infine la minaccia di ricorrere alle vie legali. L’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena replica alle dichiarazioni di alcune guide ambientali escursionistiche, sul sistema di autorizzazione per l’accesso alle zone TA di Cala Coticcio e Cala Brigantina, a Caprera. L’ente rivendica la correttezza delle procedure, respinge le accuse di favoritismi e sostiene che i dati ufficiali dimostrino una netta prevalenza delle autorizzazioni rilasciate a professionisti residenti.
L’ente precisa che la procedura telematica per la presentazione delle domande non rappresenta una scelta discrezionale, ma risponde agli obblighi di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Il sistema, viene sottolineato, garantisce trasparenza attraverso il rilascio immediato di una ricevuta con numero di protocollo e orario di invio. Viene inoltre escluso qualsiasi aggravio burocratico: la documentazione richiesta resta limitata al modulo di autorizzazione, al documento d’identità della guida e all’elenco dei partecipanti all’escursione. Il Parco ricorda inoltre che il decreto istitutivo prevede la quota di riserva 75-25 per residenti e non residenti esclusivamente per noleggi, locazioni e diving center, senza includere le guide ambientali. L’ente evidenzia anche di aver accolto nel tempo alcune richieste della categoria, introducendo deroghe che consentono di modificare i nominativi degli escursionisti fino al giorno precedente la discesa. Respinte anche le accuse di speculazione economica. L’amministrazione sottolinea che l’intero ricavo delle escursioni resta alle guide, mentre al Parco spetta soltanto un ticket di tre euro a partecipante, impiegato insieme a risorse umane e fondi pubblici per la gestione del servizio e la tutela ambientale.
Nel comunicato viene ricordato che il nuovo direttore facente funzioni, Yuri Donno, è in servizio da appena una settimana e che le priorità gestionali affrontate finora non hanno ancora consentito di programmare un incontro con la categoria, che resta comunque tra gli obiettivi dell’ente. Il Parco respinge infine le accuse di favoritismi nell’assegnazione delle autorizzazioni e sostiene che i dati relativi al periodo marzo-luglio 2026 dimostrino che il 66 per cento degli accessi autorizzati riguarda guide residenti, con 161 autorizzazioni contro 83 rilasciate a operatori non residenti. Analogo andamento, secondo l’ente, si sarebbe registrato anche nel 2025. L’amministrazione annuncia inoltre di riservarsi la possibilità di adire le vie legali contro eventuali dichiarazioni ritenute false, diffamatorie o lesive dell’immagine dell’istituzione e dei suoi dipendenti.
