03 marzo 2011 alle 15:50aggiornato il 03 marzo 2011 alle 15:50
Federalismo, grido della Confartigianato:"La province sarde tra le più colpite"
Il passaggio dall'Imposta comunale sugli immobili (Ici) alla nuova Imposta municipale unica (Imu), non farà bene alle aziende sarde. Con il federalismo municipale nell'isola la tassazione sui fabbricati crescerà del 29% e le province sarde saranno le più colpite.Lo ha sostenuto il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Luca Murgianu, che ha denunciato l'aggravio impositivo per le imprese per il passaggio dall'Ici (6,49 per mille) alla Imu (7,6 per mille). "Siamo molto preoccupati anche perché - ha sottolineato Murgianu - grazie all'autonomia che verrà concessa ai Comuni, la nuova aliquota base verrebbe incrementata fino al 10,6 per mille, il che innalzerebbe la tassazione a livelli non più tollerabili. Le perplessità sull'Imposta si uniscono a quelle sulla Tassa di Soggiorno ed agli altri tributi che, in Sardegna, dovrebbero passare attraverso una incerta trattazione legata allo Statuto". Secondo una analisi compiuta dall'Ufficio Studi di Confartigianato, in Sardegna l'impatto dell'Imu sugli immobili delle imprese (laboratori per arti e mestieri, botteghe, uffici, negozi, magazzini, opifici, alberghi e pensioni, teatri, fabbricati, industriali e commerciali) sarebbe di 141 euro in più per unità immobiliare. Gli Enti Locali dell'isola, per questo, introiterebbero 29 milioni di euro in più, rispetto agli attuali 100 milioni (+29%). In Sardegna forti sarebbero gli aumenti nella provincia di Nuoro (+36,9%), Oristano (+36,6%), Cagliari (+28%) e Sassari (26,2%). Le quattro vecchie province entrerebbero nella poco esaltante classifica delle prime 10 nazionali dove l'Imu avrebbe un impatto maggiore.
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