Febbre del Nilo, impresario in comaDubbi sulla morte di un anziano di Milis
Tre casi sospetti di Febbre del Nilo: un impresario, 34 anni, di San Vero Milis è ricoverato in coma farmacologico al Santissima Trinità di Cagliari per «febbre di origine non certa». Dubbi sulla morte di un anziano di Milis, deceduto dieci giorni fa appena arrivato in ospedale. Altre due persone sarebbero sotto osservazione al San Giovanni di Dio.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Saranno le analisi eseguite dall'Istituto superiore di sanità a fare piena luce sulla morte di un uomo, Francesco Manca, 73 anni di Milis, deceduto dieci giorni fa nel reparto Infettivi del Santissima Trinità. L'anziano, diabetico e cardiopatico, era arrivato da una casa di riposo di Oristano. E' morto dopo quattro ore dal ricovero. Le sue condizioni erano gravissime. L'autopsia non avrebbe rilevato importanti segni di compromissione encefalica.
I DUBBI - Febbre di origine non certa . Detto così fa ancora più paura, ma al momento è questa l'unica diagnosi per i casi sospetti della West Nile disease. Ed è proprio il dubbio a far schizzare in alto il termometro della paura. Nell'Oristanese l'allarme per la cosiddetta febbre del Nilo cresce di pari passo con i dubbi sulle persone colpite e con il numero dei cavalli infettati dalla zanzara. Tre persone sono ricoverate a Cagliari con febbre altissima e una serie di sintomi influenzali che rientrano nel quadro clinico determinato dal virus della zanzara. Saranno le analisi a fare chiarezza ma intanto in un clima di sgomento sono stati accertati altri tre focolai nelle scuderie dell'Oristanese.
IL CASO Febbre, dolori muscolari e debolezza. Inizialmente si era pensato a una influenza fuori stagione, ma quando martedì scorso la temperatura è salita oltre i 40 gradi è cresciuto il panico. Un imprenditore edile di San Vero Milis, 34 anni, è stato ricoverato all'ospedale San Martino. Qualche accertamento, poi i medici hanno deciso di trasferirlo al Santissima Trinità di Cagliari. L'uomo è in condizioni critiche, costantemente monitorato, in coma farmacologico. Al momento la formula parla solo di «febbre di origine incerta», e tra le varie ipotesi in campo non si esclude il virus Wnd.
I SOSPETTI Quello dell'imprenditore di San Vero non sarebbe però l'unico caso. Altre due persone sono ricoverate all'ospedale San Giovanni di Dio con sintomi simili e in condizioni preoccupanti: lo spettro della febbre del Nilo è sempre più incalzante. Ma anche in questi casi si aspetta il verdetto di Roma. L'allerta è comunque massima. L'unità di crisi presieduta dall'assessore regionale alla sanità Simona De Francisci, è ormai una sorta di tavolo permanente.
I NUMERI Altri tre focolai sono stati individuati nelle scuderie dell'Oristanese, mentre i cavalli positivi ai test della Wnd sono 26. Fino a oggi sono morti sei animali. La Asl 5 nei giorni scorsi aveva rassicurato sulla situazione, sostenendo che si tratta di «una cifra abbastanza contenuta rispetto alle dimensioni del fenomeno. La maggior parte degli animali affetti da virus sta rispondendo bene alle cure. Fondamentale segnalare tempestivamente ai servizi veterinari Asl eventuali sintomi neurologici o motori del cavallo ed è altrettanto utile vaccinare i capi sani».
L'INFEZIONE La febbre del Nilo è una delle tante malattie tropicali che viene trasmessa dagli uccelli all'uomo e agli animali (come i cavalli, ma non solo) attraverso le zanzare. Tra le 34 specie d'insetto catalogate in Sardegna, solo sei colpiscono l'uomo. Quattro anni fa in Emilia Romagna c'è stata una epidemia con 49 infezioni di febbre del Nilo. Per i cavalli esiste la cura e possono essere vaccinati, mentre per l'uomo il discorso può complicarsi nei soggetti a rischio. La malattia può essere asintomatica oppure può manifestarsi come la classica influenza. E a seconda delle situazioni può provocare encefaliti e causare anche la morte.
L'ASL L'Azienda Sanitaria locale di Oristano ha diffuso una nota nella quale invita a non creare allarmi ingiustificati sulla diffusione della Febbre del Nilo (West Nile disease) e la sua trasmissione all'uomo. "Al momento - spiegano all'Asl di Oristano - non esiste alcuna conferma che i pazienti sotto osservazione siano effettivamente vittime della Febbre del Nilo". "Allo stato dei fatti non c'è - sostengono all'Asl - alcun caso umano accertato. Bisognerà attendere l'esito degli esami in corso su alcuni casi sospetti per sapere se la Febbre del Nilo, dopo i cavalli, ha cominciato a colpire anche l'uomo. Gli allarmismi sono ingiustificati soprattutto - sostengono - in un periodo, come quello autunnale, in cui sono frequenti i casi di comune influenza e nel quale sale anche il numero dei casi di meningite". Alla Asl ricordano che l'unica difesa resta la prevenzione e la protezione dalle punture della zanzara comune. Intanto, il numero dei cavalli per i quali è stata accertata l'infezione da Wnd resta fermo a 26 e a sei quello dei cavalli morti, ma si attendono gli esiti degli esami su altri casi sospetti.