Per la Legler si apre una settimana decisiva con l'ufficializzazione a Roma della vendita degli stabilimenti produttivi. Assieme a 30 sindaci, alla Provincia e agli amministratori delle Asl di Nuoro e Oristano, domani a Macomer ci sarà anche l'assessore regionale al Lavoro Franco Manca per la firma definitiva dell'accordo per la sistemazione dei 148 ex lavoratori della Legler ultracinquantenni.

L'ACCORDO «Con la firma - dice l'assessore - sarà chiusa una vertenza che ha visto impegnati nelle trattative la Regione, le Province di Nuoro e Oristano, 27 Comuni e le organizzazioni sindacali». Tutti i cassintegrati ex Legler ultracinquantenni saranno collocati in mobilità, riceveranno dalla Regione un assegno aggiuntivo a quello dell'Inps, pari a 500 euro al mesi netti. Dovranno lavorare per conto dei Comuni, delle Province e delle Asl e nelle istituzioni non profit. Un accordo storico che avrà applicazione immediata e consentirà a 148 di avere lo stipendio pieno, fino al raggiungimento dell'età pensionabile, quando è prevista la compensazione del 20 per cento dell'assegno Inps che i lavoratori perderanno dopo il primo anno di mobilità. L'appuntamento per la firma è domani, alle 10.30, nel salone Castagna a Macomer. In cassa integrazione da quattro anni, i 148 dovranno poi aspettare la firma del Ministero per essere collocati in mobilità. La richiesta dovrà essere fatta dal commissario straordinario della ex Legler Emanuele che incontrerà i sindacati il 18 maggio a Roma al ministero dello Sviluppo economico anche per ufficializzare la vendita degli stabilimenti di Macomer, Ottana e Siniscola.

LA VENDITA Salvo impedimenti, gli stabilimenti dovrebbero passare ai russi della Kord che il 12 maggio hanno presentato la fideiussione in banca a garanzia del versamento del 20 per cento del valore di acquisto, pari a 8 milioni di euro. Sui russi non mancano perplessità, poiché non avrebbero i soldi necessari per l'acquisto della ex Legler, pari a 38 milioni di euro, da pagare in cinque anni, a partire dal 2011. I dubbi sono emersi in una riunione dei cassintegrati col consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda, subito chiariti dal rappresentante italiano della Kord Giuseppe Macchione che dice: «La Kord non chiede niente a fondo perduto. Dopo aver versato il 20 per cento della cauzione, salderà il resto entro cinque anni, come è stato stabilito nelle sedi ufficiali. Per gli investimenti i russi si rivolgeranno agli istituti finanziari e non hanno chiesto soldi ad enti pubblici».

FRANCESCO OGGIANU
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