Eventi estremi, nell’Isola 9 Comuni su 10 a rischio
Nei prossimi giorni potrebbe tornare il maltempo. «Urgente realizzare le opere di prevenzione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il nubifragio di 72 ore fa alla fine ci ha solo sfiorato. I comuni sardi in “zona rossa” erano inizialmente ottantatré, poi invece soltanto cinque sono stati colpiti e hanno subìto danni. Molto molto peggio è andata alla Corsica, che ha avuto due vittime, crolli e migliaia di evacuati. Questa volta siamo stati fortunati insomma, non si tratta certo di previsioni sbagliate o di allarmi esagerati. Al prossimo giro non si sa cosa potrà succedere.
«Sono gli effetti del cambiamento climatico, si passa da un evento estremo a un altro, e bisogna essere pronti», spiega il direttore generale della Protezione civile regionale Mauro Merella. «Siamo passati dalle temperature estreme di quest’estate, dalle ondate di calore ripetute e dall’assenza di maestrale, alle precipitazioni. E dobbiamo affrontare paradossi come la crisi idrica e contemporaneamente le forti piogge. L’assurdità è che mentre la diga di Maccheronis è semivuota, nei giorni scorsi ha piovuto moltissimo lungo la costa: se l’acqua fosse caduta a pochi chilometri di distanza, sarebbe stata un toccasana per il bacino e non ci sarebbero stati i problemi che abbiamo registrato in Baronia».
«Noi facciamo un’attività di monitoraggio costante con l’Arpas», prosegue Merella, «e appena vediamo l’approssimarsi di eventi critici, come quelli di mercoledì e giovedì scorsi, quando erano attesi fenomeni temporaleschi sull'intero territorio regionale, con maggiore intensità sul settore orientale, mettiamo in atto una serie di azioni. In sostanza, convochiamo i sindaci dei comuni interessati, i prefetti, ogni singola componente del sistema, Forestas, i volontari. Poi seguiamo l’evoluzione del fenomeno, non sempre è facile, le cose si modificano di continuo, ma tutti devono essere pronti a fare la loro parte e a prendere le decisioni del caso, come ad esempio, la chiusura delle scuole o di alcune strade, degli impianti sportivi e dei parchi, oppure l'organizzazione di strutture di accoglienza e misure particolari per le persone più fragili e con disabilità. Ecco, poi per fortuna quest’evento partito con le premesse peggiori, ha deviato».
La Sardegna è terra a rischio idrogeologico. L’87% dei comuni corre potenzialmente un pericolo elevato, 122mila persone abitano in zone non sicure, 1.900 chilometri di strade sono franosi, 58mila edifici e 10mila attività produttive sono esposti.
