Ets e insularità, l’affondo dei Riformatori: «Salvini dimentica i sardi»
Presentata una proposta di legge per istituire un Fondo nazionale per ridurre i costi dei viaggi via mare in Sardegna e Sicilia. Salaris: «Mi aspetto l'unanimità dell'Aula»«Il ministro Salvini dimentica i sardi: le Ets sono diventate un costo insostenibile per l'autotrasporto sardo, è giusto che questo gettito fiscale ritorni al sistema economico regionale sotto forma di contributo a sostegno della Continuità territoriale per le merci». È politico l'affondo che accompagna la presentazione della proposta di legge con cui i Riformatori chiedono al Parlamento di istituire un Fondo nazionale per ridurre i costi dei viaggi via mare, tanto in Sardegna quanto in Sicilia.
Le Ets, che si pagano per emettere Co2, sulla carta vengono versate dalle compagnie di navigazione ma materialmente sono a carico degli autotrasportatori. Di qui «la distorsione della libera concorrenza, su cui Camera e Senato devono intervenire applicando anche il comma 6 dell'articolo 119 della Costituzione, ovvero il principio di insularità rimasto sino a oggi lettera morta», hanno spiegato i Riformatori nel corso di una conferenza stampa. Il primo firmatario della proposta di legge è Aldo Salaris, vicepresidente del Consiglio regionale, accompagnato dai colleghi del gruppo Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino.
Il testo normativo deve passare adesso al vaglio dell'assemblea regionale per essere approvato e diventare una proposta di legge su iniziativa del Consiglio. «Do per scontato che l'Aula si esprima all'unanimità per difendere una ingiusta penalizzazione alla Sardegna».
Oggi le Ets vengono già riutilizzate per sostenere la riduzione delle emissioni di Co2. Ma «la Sardegna è attualmente esclusa da questi benefici perché il decreto Energia, con cui sono previste le compensazioni, le ha calibrate sulla base del chilometro evitato (su strada) - ha spiegato Massimiliano Manca, ingegnere esperto di logistica -. Con il testo normativo chiediamo il riconoscimento del chilometro non percorribile, visto che dalla Sardegna le merci devono obbligatoriamente viaggiare via mare. Anche volendo una strada non esiste».
