Eolico, la Consulta rimanda al Tar gli atti sulle aree idonee
Diverse società energetiche avevano fatto ricorso contro il «blocco» nell'IsolaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nessuna decisione nel merito da parte della Corte costituzionale sulla legge della Regione Sardegna relativa alle aree idonee e non idonee per gli impianti da fonti rinnovabili.
Con l'ordinanza 115 del 2026, la Consulta ha disposto la restituzione degli atti ai Tar Sardegna e Lazio per un nuovo esame delle questioni di legittimità costituzionale.
Nel provvedimento i giudici costituzionali evidenziano che, a seguito della precedente sentenza degli stessi giudici (numero 184 del 2025) e delle modifiche sopraggiunte alla norma originaria, modificata con la legge sarda 31 del 2025, spetta al al Tar «valutare in concreto l'incidenza delle sopravvenute modifiche sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni».
La decisione riguarda la legge regionale 20 del 2024, impugnata da diverse società del settore energetico, tra cui Rwe Renewables, Sorgenia, Edison Rinnovabili, Maple Tree Solar ed Ef Agri.
Al centro del contenzioso ci sono le norme che avevano individuato vaste porzioni del territorio regionale come aree non idonee all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
La Corte ha dichiarato «manifestamente inammissibili» alcune delle questioni sollevate dai giudici amministrativi, ritenendo insufficiente la motivazione contenuta nelle ordinanze dei Tar. Per altre disposizioni, invece, ha ritenuto necessario un nuovo esame da parte dei magistrati amministrativi alla luce delle «sopravvenienze normative e della propria precedente sentenza 184 del 2025».
Proprio con quella decisione la Consulta aveva già dichiarato illegittime alcune parti della legge sarda, chiarendo che l'individuazione di un'area come non idonea non può tradursi in un divieto assoluto e preventivo di realizzazione degli impianti. La Corte aveva inoltre stabilito che la valutazione definitiva deve avvenire nell'ambito dei procedimenti autorizzativi previsti dalla normativa statale.
(Unioneonline)
