Problema della plastica, l'emergenza del momento anche in Sardegna. Ma cosa è stato fatto da quando si è aperta la  vertenza?

«La Regione - dice Rosanna Laconi, assessora all'Ambiente - segue la crisi sin dalle prime difficoltà emerse nel nord dell'Isola e poi estese al sud. Il problema riguarda da quasi un anno tutte le Regioni ed è aggravato in Sardegna dall'insularità. All'origine restano la contrazione del mercato dei materiali riciclati e il rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero».

«Il 29 giugno- aggiunge Laconi, coordinatrice della commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni- ho promosso l'audizione dei vertici di Conai e Corepla che hanno confermato la dimensione nazionale del problema. L'8 luglio la questione è stata posta al vice ministro Vannia Gava, chiedendo il coinvolgimento delle Regioni nel tavolo ministeriale. Il confronto è proseguito il 20 e il 24 luglio con i Consorzi e nelle riunioni tecniche con gli enti titolari degli impianti».

«Con la lettera al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica resa nota il 25 luglio- chiude l'assessora – abbiamo chiesto un intervento urgente del Governo per assicurare continuità e regolarità dei ritiri. La richiesta resta pienamente attuale: una crisi nazionale non può essere trasferita su Regioni e Comuni, né affrontata moltiplicando i depositi provvisori. La Sardegna ha attivato tutte le leve disponibili; ora il Governo assicuri la necessaria regia nazionale e il sistema consortile renda effettivi gli impegni assunti».

Per l'assessora regionale all'Ambiente «gli interventi programmati possono consentire di alleggerire la pressione sulle piattaforme e sostenere i conferimenti nelle prossime settimane». 

«Sarà importante la velocità che metterà in campo Corepla nel recupero del materiale accumulato. Le nuove superfici offrono un margine operativo, ma non sostituiscono la regolarità dei ritiri che il sistema convenzionale nazionale deve assicurare ai Comuni e ai gestori. Senza flussi in uscita - dice l'assessora- adeguati ai quantitativi raccolti, anche queste capacità saranno rapidamente esaurite. Regione, consorzi industriali e sindaci stanno contenendo gli effetti della crisi, ma non possono farsi carico stabilmente di una disfunzione nazionale».

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