La seconda giunta Cappellacci è frutto di trattative febbrili durante le quali qualcuno è passato da un assessorato all'altro, magari restando a casa sua. O in Consiglio. I sei confermati: alla Sanità Antonello Liori, al Bilancio Giorgio La Spisa, al Lavoro Franco Manca, all'Agricoltura Andrea Prato. Sebastiano Sannitu passa dal Turismo ai Lavori Pubblici. Angelo Carta trasloca dal Lavoro ai Trasporti.

Ecco le novità, tutte con il marchio dei partiti: all'assessorato all'Industria arriva Oscar Cherchi (Pdl); agli Affari generali Mario Floris (Uds); all'Ambiente Giorgio Oppi (Udc); la poltrona della Pubblica istruzione, Sport e Beni culturali va a Sergio Milia (Udc) e Nicola Rassu (Pdl) approda all'Urbanistica. Escono Liliana Lorettu (era ai Trasporti), Ketty Corona (Affari generali), Giuliano Uras (Ambiente), Lucia Baire (Pubblica istruzione) e Sandro Angioni (Industria). Non ci sono donne.

Il presidente "Il tempo delle discussioni è finito: ora è tempo di mettersi al lavoro. Ho l'abitudine di rispettare l'opinione altrui, ma sono convinto che al di là delle parole tutti metteranno il loro sforzo al servizio del progetto che abbiamo condiviso". Così il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, archivia le polemiche, dentro e fuori la sua maggioranza, sulla composizione della Giunta bis. "Smentisco nel modo più categorico quello che è girato nei corridoi - chiarisce il presidente. - Non ho mai perso tempo per immaginare strategie contro, ma a favore di un progetto. La responsabilità dell'individuazione delle deleghe ricade sul sottoscritto che ha scelto persone che hanno tutte le caratteristiche e le qualità per poter ricoprire al meglio gli incarichi. Comprendo le reazioni a caldo di chi aspirava ad una sintesi diversa, ma la decisione spetta a me".

"Nell'ultima fase della trattativa - spiega Cappellacci - alcuni partiti hanno dato un contributo con diversi punti programmatici. Le proposte di Sardisti e Riformatori erano condivise, accettate e oggetto del programma di governo della precedente e dell'attuale Giunta".

Riguardo alle singole deleghe, il presidente osserva che "uno dei punti programmatici dei Sardisti è stato tradizionalmente quello dei trasporti", affidare quindi a un sardista quella delega rappresenta una "scelta coerente con la storia del Psd'Az". Il governatore infine, ribadendo la "piena sintonia sugli obiettivi e sugli strumenti per raggiungerli", sottolinea che "ci sono tutte le condizioni per poter proseguire, con una maggiore sinergia, anche tra esecutivo e Consiglio perché diversi progetti di legge già presentati possano avere una condivisione piena e tempi rapidi".

Le polemiche La seconda giunta di Ugo Cappellacci nasce senza dubbio in mezzo a un mare di polemiche. La verifica politica della stabilità della squadra di governo era cominciata già dopo le provinciali della scorsa primavera che avevano fatto registrare una scoppola per il Pdl un po’ dappertutto, segnale inequivocabile di crisi fra la gente e il partito di maggioranza relativa.

Quel partito che oggi ha nominalmente una guida - Mariano Delogu e la sua vicaria Claudia Lombardo - ma che naviga, anche lui, in acque agitate. Con un commissariamento pendente e le varie correnti in perenne lotta (politica) per accomodarsi sulle poltrone giuste.

Cappellacci, all’interno di questo scenario, ha guidato la coalizione fino all’apertura - inevitabile - di una crisi (di rapporti, di governo, legata allo scarso peso del suo esecutivo) chiusa con l’azzeramento della giunta.

Ieri sera, al suo fianco, di fronte ai riflettori c’erano Giorgio Oppi e Mario Floris, politica del secolo scorso ma attualissima, quando c’è aria di bufera ed è necessario che il timone resti in mani sicure. Cappellacci ha disegnato una giunta che in tanti giudicano instabile, di passaggio, che dovrà essere capace di superare le bordate in arrivo dalla stessa maggioranza quando - fra poche settimane - la legge finanziaria dovrà essere discussa in Aula.

Il presidente e i suoi consiglieri hanno scontentato alcuni gruppi di potere (politico), come accade sempre quando si fanno delle scelte così pesanti. C’è una parte del Pdl che tuona, la Gallura di centrodestra che ringhia, i Riformatori e i Sardisti sono timidamente vicini alla giunta, perfino fra i tecnici esclusi c’è chi mugugna.

Vedremo presto se i leader (Oppi, Floris e poco altro) sapranno resistere, vedremo se Rassu, Milia e Cherchi - espressioni dei territori e pronti a rispondere al richiamo dei loro collegi - sapranno far dimenticare l’esecutivo precedente.

Oggi c'è stata la presentazione in stile pallonaro, il campionato comincia domani. La speranza è di non giocarlo sempre fuori casa.

Enrico Pilia
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