Ecco il nuovo Cagliari di Cellino:"Melis e Festa le persone giuste"
Nel silenzio assordante di Assemini nasce il Cagliari di Melis e Festa. Sotto lo sguardo attento del presidente Cellino, giunto ieri in Italia per riprendere in mano la situazione dopo l’esonero di AllegriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La rivoluzione in panchina ha inevitabilmente dato una scossa allo spogliatoio. Sul prato verde, però, nessun cambiamento. Sia dal punto di vista tattico che tecnico. E pure numerico.
I due nuovi allenatori ereditano, infatti, anche l’emergenza in difesa.
IL PRESIDENTE. Campo e sede, sede e campo. Così per tutta la giornata. Cellino è iper operativo, ma preferisce non uscire allo scoperto. Sulla vicenda avrebbe giusto confidato: «Due punti in nove partite sono pochi. Ci ho messo anche troppo a svegliarmi, restando a guardare il crollo della squadra senza interferire. Restano cinque partite alla fine del campionato e il Cagliari deve giocarle al meglio per onorare la maglia rossoblù». La scelta Melis-Festa? «Sono persone di fiducia della società che non hanno bisogno di presentazioni, ed è di questo che il Cagliari ha bisogno».
IL MODULO. I motivi che hanno spinto Cellino all’ennesimo ribaltone non sono certo tattici. Semmai il modulo 4-3-1-2 rappresenta la vera certezza di questo Cagliari, da tre anni ormai, sin dai tempi di Ballardini, dunque. Attorno al regista Conti e al trequartista Cossu ruota la manovra rossoblù, sia offensiva che difensiva. La svolta a Torino contro la Juventus, nel febbraio del 2008 (1-1 il risultato finale), e da allora la linea non è più cambiata, se non in casi sporadici, magari a gara in corso. In parte fortunato, Allegri, appena arrivato in Sardegna, ha preferito così non stravolgere un giocatolo che andava alla grande. Umile e intelligente allo stesso tempo. Poi lo ha plasmato col tempo, giusto qualche accorgimento, soprattutto in attacco, senza mai snaturare, però, l’identità della squadra pur cambiando gli uomini. Presumibilmente Melis e Festa faranno altrettanto. Negli ultimi anni con la Primavera il tecnico di Carbonia si è affidato al 4-4- 2, in base anche al tipo di giocatori a sua disposizione. Ora anche lui dovrà cambiare rotta e puntare sul rombo. Del resto mancano appena cinque giornate alla fine del torneo, cambiare adesso non avrebbe senso. Anche se il Cagliari (fatto tutt’altro che trascurabile) nelle ultime nove partite ha collezionato sette sconfitte e appena due pareggi. Nessuno ha fatto peggio in serie A nel girone di ritorno.