09 maggio 2014 alle 18:18aggiornato il 09 maggio 2014 alle 18:18
Detenuto non ottiene trasferimento"Non applicato diritto territorialità pena"
Un detenuto sardo non ha ottenuto il trasferimento nell'isola. Caligaris: "Decisione assurda che nega ancora una volta il diritto alla territorialità della pena".Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
All'ennesima domanda di trasferimento di un detenuto sardo di lasciare Spoleto e continuare a scontare la pena in un istituto della Sardegna, il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ha risposto traducendolo a Sollicciano (Firenze). Il fatto è stato denunciato dal presidente dell'associazione Socialismo Diritto Riforme, Maria Grazia Caligaris, secondo la quale è una "decisione assurda che nega ancora una volta il diritto alla territorialità della pena e a un'umana espiazione. Un sistema inadeguato in grado di annientare i principi fondamentali a cui si ispirano le leggi dello Stato". "E' opportuno ricordare assieme alla lunga detenzione, dal 1979, di Mario Trudu, ergastolano di Arzana, la sua età che il Dipartimento continua a ignorare - ha aggiunto Caligaris - e la reale attuale condizione del detenuto. Lo stato di salute, l'impossibilità di poter svolgere colloqui con i familiari, l'infondatezza di qualunque ipotesi su collegamenti con la criminalità organizzata locale. Trudu insomma sembra destinato a subire una forma di tortura in nome di una sorta di vendetta non prevista da alcuna legge e pertanto ingiustificabile. Risulta poi del tutto incomprensibile il mancato trasferimento in Sardegna considerando inoltre che nell'isola sono state inaugurate due strutture penitenziarie a Oristano-Massama e a Tempio-Nuchis con sezioni specifiche per l'Alta Sicurezza dove sono stati trasferiti decine di detenuti siciliani, calabresi, campani provenienti dalle strutture della Penisola considerati pericolosi".
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