Dall’Isola a Santiago di Compostela, il cammino di un gruppo di non vedenti sardi
I pellegrini hanno percorso oltre 115 chilometri in sette giorniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Da Cagliari alla Galizia per partecipare a un Cammino inclusivo. Oltre 115 chilometri percorsi in sette giorni lungo l'ultimo tratto del Cammino di Santiago de Compostela.
Sono partiti dal capoluogo sardo con i loro accompagnatori, dieci pellegrini con una disabilità visiva. Ieri il rientro in Sardegna con ancora l'emozione di un'esperienza coinvolgente che coniuga attività fisica, autonomia personale, inclusione sociale e crescita umana.
A guidare il gruppo Alessandro Casuccio, coach professionista e accanto a lui una guida ambientale escursionistica e soccorritrice della Croce Rossa Italiana.
«Il Cammino è un viaggio di scoperta, crescita personale, autonomia e condivisione». Con queste parole, la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli plaude all'iniziativa promossa da Ierfop. L'evento, sviluppato all'interno del progetto "Disabilità, Istruzione, Formazione e Integrazione", come spiegano gli organizzatori, «rappresenta una delle più significative esperienze collettive di questo genere realizzate negli ultimi anni in Italia e, per dimensioni e modalità organizzative, anche nel panorama europeo».
«L'obiettivo - osserva il presidente di Ierfop Roberto Pili - è fare in modo che le persone con disabilità visiva possano affrontare la sfida con sé stesse, misurandosi con le dinamiche di gruppo attraverso la consapevolezza delle proprie forze, capacità ed emozioni, conquistando così maggiore autostima e autonomia».
Dietro il successo dell'iniziativa c’è stato un lungo lavoro di preparazione. «Ierfop ha scelto di assumersi una responsabilità piena - sottolinea il direttore della formazione Bachisio Zolo - abbiamo voluto che i partecipanti affrontassero il Cammino dopo un adeguato training di preparazione psicofisica, perché l'inclusione non si improvvisa: si progetta, si prepara e si accompagna con serietà. Inoltre ogni persona cieca è stata affiancata da un accompagnatore dedicato, affinché sicurezza, fiducia e relazione fossero garantite lungo ogni tappa del percorso».
(Unioneonline/A.D)
