Corpo Forestale in stato di agitazione, lo spettro dello sciopero in piena campagna antincendio
Parco mezzi obsoleto, personale insufficiente, con molti over 60 e non idonei alla lotta attiva alle fiamme: «Regione sorda alle nostre richieste»Video di Luca Neri
Il personale del Corpo Forestale è in stato di agitazione e non esclude un pacchetto di scioperi proprio quando siamo entrati in piena campagna antincendio.
Personale insufficiente numericamente, per di più con molti agenti non idonei alla lotta attiva alle fiamme, mezzi obsoleti e un contratto che non arriva.
Questi i principali temi sollevati dalle tre sigle – Safor Cisl, Fesal e Uil – che invieranno la richiesta al prefetto per aprire la procedura di raffreddamento, un tentativo di conciliazione per evitare lo sciopero. Ma non è escluso che dall’assemblea generale dei lavoratori, che sarà convocata nelle prossime ore, arrivi il mandato per un pacchetto di scioperi da mettere in atto se non dovessero arrivare risposte dalla Giunta, che «purtroppo non è andata oltre gli annunci e le promesse», evidenzia Ignazio Masala, segretario generale Safor Cisl. Scioperi che potrebbero mettere in ginocchio la macchina antincendio regionale.
«Abbiamo una dotazione organica di 1380 dipendenti ma attualmente sono in servizio meno di mille, dei quali più del 50% ha un’età media che supera i 60 anni», osserva Masala. Il quale, pur riconoscendo che oggi finiscono le prove di un concorso e che due anni fa sono entrati 84 nuovi agenti, reputa queste misure ancora insufficienti. «Nel giro di due anni andrà in pensione il doppio del personale che verrà assunto». Altra preoccupazione, «per la prima volta abbiamo sentito parlare di assunzioni a tempo determinato».
La Regione, è la richiesta dei sindacati, deve trattare con il Governo per un piano di assunzioni straordinarie necessarie per il ricambio generazionale, come previsto per le forze di polizia.
Gianluca Pinna, segretario Fesal: «Dal 2020 abbiamo una contrattazione separata e dopo sei anni siamo ancora senza il nostro contratto, la Regione capisca che noi siamo una specificità». Il sindacalista elenca poi tutte le criticità della campagna antincendio, dall’organico carente all’età anagrafica elevatissima del personale. «Diverse persone – aggiunge – sono anche inidonee alla lotta attiva alle fiamme o hanno prescrizioni». E ancora, i ritardi sulle visite mediche di idoneità e un parco macchine che «in certi territori è veramente obsoleto». E «mentre oggi vediamo l’acquisto di mezzi fiammanti per altre organizzazioni, noi purtroppo stiamo ancora aspettando di poter sostituire il parco macchine in maniera decente».
Carmelo Presileo, Uil, sottolinea una «resistenza» da parte dell’amministrazione alle istanze. «Ora c’è lo stato di agitazione e apriamo la procedura di raffreddamento – spiega – per vedere se troviamo un punto d’incontro con la Regione, mettendo sul tavolo tutte le nostre rivendicazioni».
(Unioneonline/L)
