Adesso è ufficiale: «Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda». Si legge così nella nota stampa diffusa dalla compagnia qualche minuto dopo le 17. A confermare l’addio è l’amministratore delegato Gaetano Intrieri già in mattinata, durante il vertice al ministero dei Trasporti con l’Enac e la Regione. I mesi a venire si annunciano difficili per chi viaggia: vanno riassegnate cinque rotte che oggi copre il vettore: da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano più l’Alghero-Fiumicino. Il collegamento su Milano dal Riviera del Corallo era già in alto mare da ottobre.

È lungo il comunicato diffuso da Aeroitalia. L'Ad spiega che «già a marzo la compagnia aveva segnalato un problema nel bando», ovvero «il forte aumento del costo del carburante, salito del 150% rispetto a febbraio», visto lo scoppio della guerra in Iran con l’attacco israelo-americano. «In quel momento l'Enas si era mosso con tempestività, tanto che si arrivò a un passo da un decreto di compensazione». Per questo Intrieri ha voluto ringraziare il direttore generale dell’Enter nazionale per l’aviazione civile, Alexander D'Orsogna.

Poi il j’accuse alla Giunta Todde: «In Sardegna, però, il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e Iia Airways, da ripartire in base all'attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull'erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la Continuità territoriale dell'isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa».

Da qui la decisione di lasciare: «Riteniamo che non ci siano più le condizioni per continuare a operare. Lo dico con chiarezza: non ci saranno disservizi per i cittadini. Vogliamo però concordare con la Regione, in un clima di collaborazione, una conclusione ordinata del rapporto, che è ormai ai titoli di coda. Lo faremo in modo responsabile, senza strappi né prove di forza. Ma è arrivato il momento di parlare seriamente di cosa significhi fare impresa: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 persone, quasi la metà delle quali in Sardegna. Il nostro obiettivo», ha concluso Intrieri, «sarà chiudere questa fase in tempi rapidi, possibilmente entro gennaio 2027, per concentrarci su modelli di business più sostenibili, che valorizzino i nostri sforzi e tutelino il futuro della compagnia e delle persone che ci lavorano».

«Triste oggi dover dire l’avevamo detto ma è quello che è successo perché l’epilogo era prevedibile: il binomio Aeroitalia-Todde azzera la continuità territoriale in Sardegna». Così Ugo Cappellacci, deputato e presidente della commissione Affari Sociali della Camera, interviene sulla presa di posizione della compagnia. «La compagnia prima si aggiudica le rotte perché non chiede compensazioni, poi le pretende a posteriori e ora usa pure come elemento di trattativa quello occupazionale, ripetendo un repertorio ricorrente nel tempo nella nostra Isola; la presidente è totalmente sparita dai radar, non ha presidiato i processi e i controlli in sede di comitato di monitoraggio, con una negligenza mai vista in Sardegna. Il diritto alla mobilità dei sardi, la possibilità di viaggiare vengono così sacrificati su un falò di incapacità politica senza precedenti», conclude Cappellacci.

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